// Q-GIN 6.00
--:--:-- | 11.AGO.2026
Recensioni 11 NOVEMBRE 2024 8 MIN LETTURA

A Quiet Place: The Road Ahead, semplice ma fatto bene – Recensione

Alex e il viaggio verso la sopravvivenza

AUTORE

Redattore per Q-Gin. Clicca su '// TUTTI_GLI_ARTICOLI' per esplorare le altre pubblicazioni scritte da // Zell.

// NESSUN_LINK_SOCIAL
// TUTTI_GLI_ARTICOLI
// Q-GIN AquietPlaceRoadAhead4-1
// SCHEDA_GIOCO

A Quiet Place: The Road Ahead, semplice ma fatto bene – Recensione

Per chi non ha ancora visto il film A Quiet Place del 2018, sappiate che è una perla del cinema horror che merita davvero di essere scoperta. Il film ha catturato il pubblico con il suo concetto ingegnoso di stealth silenzioso, portando a un sequel, un prequel e ora a un videogioco. La trama ruota attorno a creature extraterrestri mostruose, arrivate sulla Terra tramite asteroidi. Veloci e letali, queste creature sono cieche, ma hanno un udito straordinario, e ogni minimo rumore può scatenare un’aggressione mortale. A Quiet Place: The Road Ahead è ambientato in questo universo, ma ha un approccio originale, evitando di riprendere i personaggi dei film e aprendo la porta a una nuova narrativa, totalmente slegata dalla trama e personaggi del film, non avremo neanche un singolo cameo, come avveniva in The Walking Dead della Telltale o reference dirette ai film come in Alien Isolation.

Questa avventura è totalmente slegata dai film e non ci sono riferimenti diretti o indiretti. Quindi non c’è bisogno di essere fan del franchise, o aver visto tutti i film, per capirne la storia o le dinamiche.

Alex e il viaggio verso la sopravvivenza

In The Road Ahead, la protagonista è Alex, una giovane donna asmatica, a sei mesi dall’inizio del disastro. Scavando tra i rottami alla ricerca di rifornimenti insieme al suo ragazzo, scopre di essere incinta. Tuttavia, la tragedia colpisce, e Alex si ritrova al campo base con suo padre, il capo dei sopravvissuti, il quale porta con sé un rancore nei confronti della figlia. Quando le creature attaccano la base, Alex si avventura da sola in cerca di aiuto e di un rifugio sicuro per sé e per il suo futuro bambino.

La storia e il flusso narrativo sono coinvolgenti, e mi sono trovato completamente assorbito nel viaggio di Alex e nelle sue lotte contro i mostri e le tensioni all’interno del gruppo di sopravvissuti. Il gioco cattura essenzialmente l’atmosfera dei film, specialmente grazie alla narrazione ambientale: ogni angolo del mondo di gioco è disseminato di note lasciate ai propri cari, diari che raccontano la vita prima e dopo l’invasione e rifugi sicuri che narrano le storie dei sopravvissuti. Questi dettagli aggiungono profondità e risonanza emotiva all’esperienza.

Un’Odissea in silenzio

Si tratta di un horror stealth in prima persona, quindi se siete alla ricerca di un gameplay ricco di esplosioni e sparatorie, forse non è il titolo adatto. Qui, ogni rumore o movimento affrettato può essere letale. Per un’esperienza davvero immersiva, il gioco permette anche l’uso del microfono, rilevando qualsiasi rumore forte nell’ambiente reale, che può attirare i nemici.

L’esplorazione è lenta e deliberata. Sin dall’inizio, Alex ottiene un dispositivo che misura il livello di decibel delle sue azioni, come camminare, aprire porte o usare l’inalatore. Ogni passo deve essere ponderato, poiché l’ambiente è pieno di oggetti rumorosi, come acqua, vetri e oggetti sparsi. Ogni mossa va studiata attentamente.

Microfono alquanto inutile, meglio Don’t Scream

Un aspetto interessante ma poco convincente è l’uso del microfono nella vita reale per incrementare l’immersione. Regolando la sensibilità, il microfono può rilevare anche il minimo rumore, influenzando la capacità di rimanere nascosti. L’idea, sebbene intrigante, risulta piuttosto scomoda in pratica: le uniche volte in cui mi ha fatto fallire una missione è stato quando il microfono ha registrato suoni esterni o picchi di volume casuali.

Ci sono indie come Don’t Scream che ne hanno fatto un uso migliore, qui non c’è nemmeno una vera gestione del decibel, basta semplicemente un respiro per farti fare game over istantaneo, invece di farti raggiungere dal nemico perché hai parlato o sussultato come se avessi generato rumore con dei barattoli in gioco.

Uso della torcia inutile

In A Quiet Place: The Road Ahead si ha la possibilità di utilizzare diverse tipi di oggetti per illuminare gli scenari nel corso dell’avventura. Nella prima parte è presente una torcia a batteria, che richiederà frequenti ricariche, mentre successivamente saranno disponibili razzi segnalatori e, infine, a una torcia a dinamo.

Interessante l’idea di introdurre vari elementi per illuminare gli ambienti; da giocatore di Outlast, abituato a gestire con parsimonia batterie e torce, mi sarei aspettato un impatto più incisivo. Tuttavia, in questo caso, non ho mai realmente sentito la necessità di utilizzarle, rendendo la meccanica delle torce un elemento un po’ superfluo per l’esperienza di gioco. Resta un mistero il motivo della sua introduzione, ricordandomi l’uso del piede di porco in alcuni titoli, spesso inserito solo come omaggio a giochi iconici come Half-Life o System Shock, ma che all’effettivo non avevano nessuna utilità se non fare da tutorial iniziale sull’uso delle armi.

Gestione dell’asma di Alex e tensione continua

Un altro elemento cruciale è la gestione dell’asma di Alex. Un’icona dei polmoni sullo schermo indica lo stato respiratorio di Alex: se si tinge di rosso, Alex inizierà a tossire, potenzialmente attirando le creature. Polvere, salite, e la vicinanza ai mostri possono scatenare attacchi d’asma, rendendo inalatori e farmaci essenziali per la sopravvivenza.

Le creature stesse non possono essere né uccise né attaccate, rendendo lo stealth fondamentale. A volte sono vicine, costringendo a manovre lente e silenziose intorno a loro o a rimanere perfettamente immobili finché non se ne vanno. Si possono anche utilizzare oggetti da lanciare per distrarle, anche se questa meccanica può risultare frustrante a causa di morti improvvise che appaiono ingiuste.

I livelli sono disseminati di barattoli, vetri rotti e tanti oggetti che generano rumore da evitare assolutamente, perché porteranno al game over istantaneo. O quasi.

Audio e atmosfera perfetti

L’audio design è cruciale in un gioco incentrato sul silenzio, e The Road Ahead eccelle in questo aspetto. Ogni scricchiolio e suono sono amplificati, creando una costante sensazione di tensione. Un suono di archi improvviso indica che le creature hanno sentito qualcosa, aumentando ulteriormente il senso di suspense. La colonna sonora sottile si sposa perfettamente con il silenzio, supportata da un doppiaggio di ottimo livello che conferisce profondità ai personaggi e trasmette il senso di pericolo imminente.

Gioco senza grandi sbavaturre, ma è molto lineare

Quando si parla di giochi lineari, si pensa immediatamente a titoli in cui è obbligatorio procedere dal punto A al punto B, ma A Quiet Place: The Road Ahead porta questo concetto all’estremo. In ogni livello l’esplorazione è limitata a un’unica direzione; anche laddove si potrebbe tornare indietro, i comandi restano disabilitati se non si procede esattamente nel percorso previsto. La struttura diventa letteralmente un corridoio lineare che non concede alternative, anche nei puzzle ambientali con risoluzione stealth e con la presenza della creatura, non c’è mai un modo alternativo di superare il livello o approcci alternativi.

Questo approccio forzato richiede una costante sospensione dell’incredulità da parte del giocatore, nonostante il titolo cerchi di proporre un setting realistico sia nel gameplay che nell’estetica. Che si aggiunge al dover trovare “normale” vivere in un mondo pieno di persone asmatiche e con la conseguente ingente presenza di inalatori sparsi per i livelli.

Conclusione: un’esperienza unica di sopravvivenza e stealth

Mi sono goduto pienamente le 7-8 ore di gioco di A Quiet Place: The Road Ahead. Ho una particolare predilezione per l’esplorazione di paesaggi post-apocalittici e per scoprire le storie di chi ci è passato prima, e questo gioco riesce a soddisfare questi aspetti. Il ritmo lento e la tensione costante creano un’esperienza unica e immersiva, anche se alcune morti sembrano ingiuste. Devo ammettere di essermi trascinato con forza durante l’ultima ora di gioco, probabilmente se non avessi dovuto recensirlo lo avrei abbandonato al giorno 120 (a circa 6 ore di gioco).

Se siete alla ricerca di un’esperienza horror intensa e ricca di atmosfera, A Quiet Place: The Road Ahead è una scelta eccellente con un prezzo giusto considerando la lunghezza e la qualità del gioco.

A Quiet Place: The Road Ahead è un titolo che riesce a catturare l’atmosfera e il senso di minaccia dei film, creando un’esperienza di tensione coinvolgente. La gestione dell’asma di Alex è ben implementata, seppur a tratti ridondante, ma contribuisce efficacemente all’esperienza horror del gioco. L’uso del microfono, purtroppo, si rivela più un espediente frustrante che un vero valore aggiunto, ma nel complesso è un ottimo titolo stealth di sopravvivenza che fa buon uso dell’ambientazione unica di A Quiet Place.

  • Gioco molto Lineare
  • Puzzle ambientali stimolati
  • Meccanica del silenzio e Stealth interessante
  • Gadget di Avventura intelligenti, che diversificano i vari livelli
  • Fatta eccezione per la torcia che è inutile
  • Meccanica del microfono concepita male, meglio disattivarlo
  • Durata 7 ore corretta
// CONDIVIDI_ARTICOLO
// UNISCITI_ALLA_COMMUNITY

Ti è piaciuto questo articolo?

Non perderti i nostri prossimi contenuti. Unisciti al nostro canale Telegram o seguici sui social per restare sempre aggiornato!