Come grazie a Sabaku No Maiku il termine “Lore” ha conquistato i gamer italiani e la Treccani
Le origini del concetto: Origin Systems e la visione di Richard Garriott
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Come grazie a Sabaku No Maiku il termine “Lore” ha conquistato i gamer italiani e la Treccani
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- // L’evoluzione_dal_“Folclore”_al_“Lore”:_un_cambio_terminologico_graduale
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Prima di approfondire il fenomeno globale del “lore” nel gaming moderno, è necessario chiarire un aspetto fondamentale: il termine italiano corretto e storico che esprime il medesimo concetto è “folclore”. In italiano, la parola folclore (dal termine inglese folk-lore, dove “folk” significa popolo e “lore” significa sapere) rappresentava tradizionalmente l’insieme delle conoscenze, credenze, tradizioni e mitologie di una comunità. Nel contesto dei videogiochi, il termine folclore avrebbe dovuto descrivere la totalità delle informazioni narrative non direttamente essenziali alla trama principale, ma vitali per costruire la coerenza e la profondità dell’universo. Tuttavia, nel corso degli ultimi due decenni, il termine inglese “lore” ha gradualmente sostituito il suo equivalente italiano, fino a diventare oggi il vocabolo dominante nel gergo dei videogiocatori, anche in Italia.
Le origini del concetto: Origin Systems e la visione di Richard Garriott

La storia moderna del lore videoludico affonda le radici negli anni Ottanta, precisamente con Origin Systems. Fondata da Richard Garriott nel 1983, la software house texana non solo sviluppava videogiochi, ma plasmava interi universi. Lo slogan aziendale era esplicito: “We Create Worlds” (Creiamo Mondi). Questa filosofia rappresentava un radicale allontanamento dai videogiochi dell’epoca, che si focalizzavano principalmente sulla meccanica ludica e su trame elementari. Garriott e il suo team, invece, iniziarono a costruire mondi ricchi di dettagli narrativi, storici e mitologici che andavano ben oltre la semplice vicenda principale del gioco.
Né Ultima né Wing Commander, le due serie di punta di Origin Systems, avevano precursori nel concetto di “lore” così come inteso oggi. Queste serie non erano semplici giochi con una storia: erano universi coerenti dove ogni elemento, dalla descrizione degli oggetti alle conversazioni con gli NPC, contribuiva a creare una visione completa di mondi fittizi pienamente funzionali. Questo approccio era rivoluzionario. Mentre la maggior parte degli sviluppatori considerava la narrazione come un elemento accessorio, Garriott e il suo team dedicavano risorse significative alla costruzione di un contesto narrativo che i giocatori potevano esplorare e scoprire a proprio ritmo.
L’evoluzione dal “Folclore” al “Lore”: un cambio terminologico graduale
Nel corso degli anni Novanta e dei primi Duemila, il termine “lore” iniziò lentamente a permeare il linguaggio dei videogiocatori internazionali. Tuttavia, in Italia, per molto tempo si continuò a utilizzare il termine “folclore” per descrivere questo fenomeno narrativo, o comunque si ricorreva a perifrasi come “background narrativo”, “retroscena” o “tradizioni del mondo di gioco”. Il termine folclore rimase il più vicino concettualmente, anche se insoddisfacente dal punto di vista della precisione semantica.
La ragione del cambio terminologico verso “lore” risiede nella semplicità e nella praticità del termine inglese. Mentre folclore suggerisce connotazioni antropologiche e storiche specifiche, lore è un termine più fluido e applicabile in contesti diversi. Nel contesto dei videogiochi, il termine “lore” abbraccia non soltanto elementi folclorici tradizionali, ma anche mitologie originali, storie di civiltà immaginarie, dettagli tecnici del mondo, e persino la narrativa implicita contenuta nel level design e nella estetica visiva.
Il turning point: Dark Souls e FromSoftware

Un momento decisivo nella diffusione globale del termine “lore” è rappresentato dall’ascesa di Dark Souls di FromSoftware, uscito nel 2011. Hidetaka Miyazaki, il famoso game designer (non il regista omonimo), trasformò Dark Souls in un archetipo del design narrativo basato su lore. A differenza di molti giochi precedenti, dove la narrazione era consegnata attraverso dialoghi diretti e cutscene, Dark Souls distribuiva la propria storia frammentata attraverso descrizioni di oggetti, dialoghi criptici, posizionamenti ambientali e, soprattutto, lasciava al giocatore la responsabilità di ricostruire la narrazione complessiva.
FromSoftware ha essenzialmente codificato un nuovo paradigma narrativo: il “lore delivery system”. Anziché raccontare una storia lineare, il gioco offre frammenti informativi sparsi per il mondo, permettendo al giocatore di assemblare la propria comprensione della narrativa. Bloodborne, Sekiro e successivamente Elden Ring hanno ampliato e raffinato questo approccio, trasformando la ricerca e l’interpretazione della lore in un’esperienza ludica a sé stante. Comunità di giocatori iniziarono a dedicare ore alla decodificazione e analisi della lore, creando una cultura partecipativa intorno a questi contenuti narrativi “nascosti”.
L’arrivo del termine “Lore” in Italia: Elden Ring e il fenomeno dei Content Creator
La diffusione massiccia del termine “lore” in Italia è direttamente collegata al lancio mondiale di Elden Ring nel febbraio 2022 e al fenomeno parallelo dei content creator italiani specializzati in questo aspetto narrativo. Elden Ring, di FromSoftware in collaborazione con George R.R. Martin, raggiunse un pubblico incredibilmente vasto grazie alla sua accessibilità relativa e alla bellezza estetica del suo mondo aperto.
Un ruolo cruciale è stato giocato da creator come Sabaku no Maiku, considerato in Italia il “capostipite” dell’analisi approfondita della lore videoludica. Sabaku no Maiku iniziò a pubblicare su YouTube serie dedicate esclusivamente all’analisi della lore di Dark Souls fino a Elden Ring, spiegando con precisione narrativa e contesto storico ciò che FromSoftware aveva disseminato nel gioco. Questi video introdussero ufficialmente il termine “lore” nel vocabolario dei videogiocatori italiani, che esplose col lancio globale di Elden Ring, quando milioni di giocatori italiani si trovarono di fronte a un universo narrativo stratificato.

La comunità italiana del gaming, tradizionalmente legata a forum e piattaforme come Multiplayer.it, iniziò massicciamente a utilizzare il termine “lore” nelle proprie discussioni. Il fatto che Elden Ring fosse un fenomeno culturale globale, con milioni di giocatori che discutevano contemporaneamente dello stesso titolo, accelerò l’adozione del termine in italiano. Non aveva senso tradurre “lore” in “folclore” quando il resto del mondo anglofono e, progressivamente, il mondo intero utilizzava la parola “lore”.
Questo processo era già iniziato proprio grazie a Sabaku No Maiku, con la prima interazione con Dark Souls, facendo scalpore tra la prima nicchia di appassionati del videogioco. Si può dire che il termine sia rimasto relegato alla nicchia di gamer appassionati, fino all’uscita di Elden Ring che è divenuto velocemente un prodotto mainstream.
Ufficializzazione: la Treccani e il riconoscimento istituzionale
Nel 2023, un riconoscimento importante giunse da fonti ufficiali quando il vocabolario Treccani riconobbe formalmente il termine “lore” come neologismo italiano. Secondo la definizione del Treccani: “L’insieme delle informazioni di carattere enciclopedico, interne o esterne a un testo o a più testi, che riguardano il mondo funzionale in cui si svolge una vicenda narrata in videogiochi, film o serie televisive, fumetti e graphic novel ma anche romanzi e racconti.”
Questo riconoscimento ufficiale rappresentò il momento in cui “lore”, da termine di nicchia utilizzato dai soli videogiocatori, diventò parte del lessico italiano riconosciuto istituzionalmente. La Treccani non solo accettò il neologismo, ma riconobbe esplicitamente che il termine trascendeva l’ambito videoludico, applicandosi anche a cinema, serie TV e letteratura.

Perché “Lore” ha trionfato su “Folclore”
Esistono diverse ragioni per le quali il termine “lore” ha definitivamente sostituito “folclore” nel gergo dei videogiocatori italiani:
Praticità linguistica: Il termine “lore” è monosillabico e altamente efficiente. “Folclore” è più lungo, più letterario, e meno immediato nel contesto di una conversazione veloce su Discord o nei commenti di YouTube.
Universalità globale: A differenza di “folclore”, che è specifico della tradizione antropologica occidentale, “lore” è un termine neutrale adottato universalmente dalla comunità gaming mondiale, indipendentemente dalla nazionalità.
Precisione semantica nel contesto ludico: Nel gaming, “lore” abbraccia non soltanto tradizioni folcloriche autentiche, ma anche costruzioni narrative completamente artificiali. Un universo creato da un singolo game designer non è folclore nel senso tradizionale, ma è certamente lore nel senso moderno.
Effetto rete: Una volta che i principali creator, le piattaforme di gaming e i media italiani iniziarono a utilizzare il termine “lore”, divenne impraticabile continuare a usare “folclore”. La coesione linguistica della comunità richiede l’uniformità terminologica.
La lore oggi: un elemento strutturale del gaming moderno
Nel 2025, il termine “lore” è completamente integrato nel linguaggio dei videogiocatori italiani ed è diventato un elemento strutturale della discussione su quali giochi siano meritevoli di attenzione. Titoli come League of Legends, la saga di The Legend of Zelda, Mass Effect e Hollow Knight sono oggi valutati non soltanto sulla base della loro meccanica ludica, ma anche sulla profondità e coerenza della loro lore.
Le aziende di sviluppo e publisher hanno compreso l’importanza commerciale della lore: oggi è comune vedere annunci di lavoro che specifichereamente cercano “lore writers” o “narrative designers” specializzati in lore. FromSoftware ha dimostrato che i giocatori di alto profilo sono disposti a dedicare centinaia di ore a scoprire e analizzare la narrativa frammentata di un gioco. Questa scoperta ha trasformato la lore da elemento narrativo opzionale a pilastro della value proposition di un titolo.
La comunità italiana di gaming ha abbracciato pienamente questa cultura. Su Reddit, Twitter/X, Discord e YouTube, le discussioni sulla lore di giochi come Elden Ring, Dark Souls, Baldur’s Gate 3 e altri titoli narrativamente ricchi generano milioni di interazioni mensili. Il termine “lore” è ormai utilizzato naturalmente da giocatori casuali e hardcore, completamente slegato dal ricordo storico del termine “folclore” che lo aveva preceduto.