Company of Heroes 3: la recensione del nuovo RTS di Relic
Campagna Italiana
Un po' geek e un po' nerd. Mi dedico ai videogioco, ma ho un'occhio di riguardo per il mondo della tecnologia. Tra Star Trek e Star Wars vi dico Battlestar Galactica.
Company of Heroes 3: la recensione del nuovo RTS di Relic
A quasi 10 anni di distanza dalla pubblicazione di Company of Heroes 2 che ha portato in scena il freddo dei territori dell’est Europa, Relic e SEGA tornano sulla serie col tanto atteso terzo capitolo: Company of Heroes 3, pronti a catapultare i giocatori nelle calde terre dell’Africa e nella nuova modalità singleplayer che vede protagonista la Liberazione dell’Italia dal dominio Nazi-Fascista.
La principale novità del nuovo gioco vede proprio la campagna relativa l’Italia, che permette un approccio incredibilmente vario grazie alla Campagna Dinamica. Questa modalità alterna il classico scenario dove si manovrano le proprie unità, allestendo campi base e conquistando settori, all’integrazione del sistema tattico a turni, dove ci si muove per tutto il territorio presidiato dalle truppe tedesche ed italiane, liberando svariate città partendo dal prologo ambientato in Sicilia fino alla liberazione di Roma. Mentre la campagna Africana è di stampo classico, come nei capitoli precedenti della serie.
Campagna Italiana
Dunque partiamo dalla grande novità, la Campagna Dinamica tutta Italiana. Terminato il prologo verrà chiesto quale compagnia principale utilizzare tra:
- Forze Speciali USA
- Aviazione USA
- Artiglieria Indiana UK

Questa vede l’importanza della pianificazione e della tattica svilupparsi su più piani: quello della strategia a turni, dove scegliere le città da liberare e conquistare per generare le risorse utili a potenziare e creare nuove compagnie, e quella della strategia in tempo reale, con la tipica esperienza da Company of Heroes. Nella sua essenza turnistica Relic ha integrato le tipiche risorse della serie, come Mano d’opera, Munizioni e Carburante, aggiungendo Porti marittimi – dove poter sviluppare diverse imbarcazioni da utilizzare come supporto sulla terra ferma – ed Aeroporti – dove si possono sviluppare diversi tipi di velivoli, come aerei di ricognizione o bombardieri. Liberando e conquistando luoghi chiave ed avanzando nella storia, si può ampliare il numero massimo delle unità che si possono comandare.
L’esperienza tipica della serie la si incontra nell’istante in cui si attaccano le unità nemiche – dove lo scontro può essere portato a termine mediante l’ausilio della Risoluzione Automatica – o cercando di liberare i paesi sotto il dominio Nazi-Fascista. In queste partite si potrà affrontare una IA che, a difficoltà Standard, pare essere fin troppo lenta ed estremamente “quiete”, consentendo al giocatore più lento – come il sottoscritto, che di base gioca sempre in difensiva – di vincere facile senza alcuna complicazione. Difatti avverrà di rado che l’IA riesca a varcare “la soglia di metà mappa”, conquistando singoli territori a mo’ di mordi e fuggi con unità singole, figurarsi attaccare la base del giocatore.
Il bello della Campagna Dinamica, nonostante la difficoltà tarata verso il basso, sta tutto nel trovarsi nel mood di voler liberare l’Italia dalle forse dell’asse. Partire dalla Calabria, dopo il prologo che ha visto protagonista la Sicilia, conquistando poco a poco il Sud arrivando fino al centro, per liberare Roma, può finire per trasformarsi in una sorta di dovere inconscio, del tipo “Devo assolutamente liberare Palestrina!”. Anche se c’è una piccola spinta che può spingere i giocatori ad affrontare questo “percorso”, più obiettivi e missioni secondarie verranno completate nello scorrere del tempo, più la fiducia nei confronti dei due Generali, Buckram e Norton, assieme alla Partigiana Eleonora Valenti aumenterà, più verranno garantiti alcuni bonus alle unità sotto il comando.


Campagna del Nord Africa
Nonostante la formula base sia estremamente classica, la campagna del Nord Africa collocata nel 1942 vede al centro della sua narrazione il racconto di Izem, soldato di origini libiche al soldo del esercito britannico, e della sua famiglia, mentre nelle sezioni di gameplay vestiremo i panni del Generale nazista Rommel intento a sgominare le truppe britanniche.
Le sezioni di gameplay si ritagliano un proprio spazio tra le sequenze narrative che raccontano le vicende della guerra nel nord africa, con missioni dai tratti estremamente basilari: avanzare, conquistare e, in certi casi, difendere.
Schermaglia e Multigiocatore
Una volta terminate le due campagne, sono presenti tre modalità a risucchiarvi: Schermaglia dove ci si può esercitare con e contro l’IA, personalizzandone la difficoltà per ogni slot; Multigiocatore dove affrontare i giocatori online in partite fino a 4vs4; infine Cooperativa affrontando l’IA in partite che possono contare fino 4 giocatori.
In ognuna di queste partite si può scegliere una delle quattro fazioni disponibili con unità ed abilità uniche, tra cui US Forces, Wehrmacht, Afrikakorps e British Forces.
“Liscio come l’olio”
Il comparto grafico di Company of Heroes 3 esalta al meglio le location italiane ed africane, grazie ad uno stile decisamente fedele per quanto concerne i rispettivi territori. Sono ben dettagliate anche le truppe che si manovrano e le strutture delle rispettive fazioni. Di tanto intanto può capitare che delle unità si incastrino con gli oggetti di scena, come piante od edifici, sarà dunque necessario utilizzare la forza bruta per porvi rimedio, con qualche cannonata di uno Sherman oppure una cara e vecchia granata a frammentazione.
Dal punto di vista dell’ottimizzazione, c’è da dire che Company of Heroes 3 si è comportato in maniera impeccabile sulla configurazione che vede montare un Ryzen 5 5600 assieme ad una Radeon RX 6600XT, perfino nelle situazione più concitate, con numerose unità ed ingenti effetti derivati dall’impiego dell’artiglieria.
Riepilogo
Company of Heroes 3 segna un eccellente ritorno della serie a distanza di 10 anni dal suo predecessore. L’IA non si è dimostrata all’altezza delle situazioni durante la campagna, trasformando in pura carne da macello per il giocatore, una sorta di antipasto per lasciare ampio spazio alle battaglie online da 1vs1 a 4vs4, inoltre è anche presente la possibilità di disputare partite in cooperativa contro l’IA.
Inoltre, anche questo nuovo capitolo della serie, supporta lo Steam Workshop, dal quale poter scaricare nuove mappe, skin per le unità e molto altro.
Pregi
- La campagna italiana è una piacevolissima sorpresa, soprattutto grazie alla sua varietà
- Da giocare, la serie, continua ad essere decisamente intrigante nonostante gli anni sulle spalle
- Graficamente è ben dettagliato
Difetti
- IA un poco scadente
- Qualche sporadico bug
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