Demon Slayer: troppo presto per una trasposizione – Mini Recensione
Demon Slayer segue, quasi perfettamente, la narrativa dell'anime, ma si perde un poco come videogioco
Un po' geek e un po' nerd. Mi dedico ai videogioco, ma ho un'occhio di riguardo per il mondo della tecnologia. Tra Star Trek e Star Wars vi dico Battlestar Galactica.
Demon Slayer: troppo presto per una trasposizione – Mini Recensione
Sarà una recensione un po’ particolare, ma forse è più una “recensopinione”.
Demon Slayer è un manga scritto e disegnato da Koyoharu Gotoge, dal quale sono stati trasposti un omonimo anime ed un lungometraggio conosciuto qui in Italia col nome di Demon Slayer – Il treno Mugen, a cura entrambi dello studio Ufotable; mentre il videogioco denominato come Demon Slayer -Kimetsu no Yaiba- The Hinokami Chronicles è sviluppato da CyberConnect2 – da come si evince dal titolo immensamente lungo, proseguendo la tradizione alla Naruto Shippuden Ultimate Ninja Storm – assieme ad Aniplex e pubblicato da SEGA.
Piccola premessa necessaria: non ho ancora letto il manga, ma ho seguito l’anime e visto il lungometraggio, pertanto in questo articolo non troverete comparazioni tra manga e videogioco.
Troppo poco materiale per un videogioco?
Il videogioco segue, quasi perfettamente, la narrativa dell’anime a parte alcune accortezze necessarie per rendere il tutto più fruibile in quanto videogioco. Spaziando in una narrativa realizzata con classiche sequenze video e “diapositive” tratte dall’anime, si ripercorreranno i passi di Kanjiro Kamado che vuole riportare umana sua sorella Netsuko, trasformata in un demone dagli stessi assalitori che hanno massacrato la loro famiglia. Nel viaggio che intraprenderà Kanjiro, si scoprirà che sua sorella ha una peculiarità che la contraddistingue dagli altri demoni: non avverte il bisogno di cibarsi della carne umana per vivere, le basta semplicemente dormire per recuperare le forze. Kanjiro, per perseguire il suo scopo, entrerà a far parte della Squadra Ammazzademoni dove farà la conoscenza dell’amatissimo Zen’itsu e del folle Inosuke.


La sfortuna però è che gli eventi narrati nell’anime e nel film Il treno Mugen non sono abbastanza adatti e pregni per effettuare una trasposizione in videogioco. Difatti Demon Slayer -Kimetsu no Yaiba- The Hinokami Chronicles pecca sia in roster che di appeal nella trama e nella sua narrazione, data la vasta presenza di momenti tecnicamente morti con un abuso di momenti da “diapositive”, non riuscendo a competere con lo spessore dell’anime che riesce a tenere incollati allo schermo anche nei momenti più introspettivi; tutt’altro discorso per quegli altri di pura azione e con un alto tasso di drammaticità o mera idiozia – grazie Zen’itsu! – difatti ci sono delle sequenze video realizzate divinamente, facendo ricordare chi v’è dietro a questa produzione.
Un meccanismo ben rodato quello di CyberConnect2
CyberConnect2, purtroppo, è divenuto uno studio fortemente orientato verso le trasposizioni di anime in videogiochi, come per l’appunto la serie Naruto ed il più recente Dragon Ball Z: Kakarot. In Demon Slayer si possono vedere tutti quegli aspetti che hanno reso lo studio così famoso, col suo tipico stile grafico che ricalca fedelmente quello del anime, la capacità di mettere in mostra scene estremamente dinamiche quanto di natura “epica” coi consueti ed immancabili QTE, concludendo con un sistema di combattimento forse troppo simile a quello della serie Naruto, ma che fondamentalmente rasenta quasi la perfezione per un videogioco di questo genere che deve trasmettere un senso di “fedeltà”.
Dunque se dal punto di vista grafico ed estetico si ha quasi la percezione di star giocando l’anime, il sistema di combattimento riesce a mettere in scena fedelmente le tecniche (Kata) dei vari personaggi.
Purtroppo, come già detto, il roster dei personaggi conta pochissimi combattenti, attualmente in espansione tramite DLC a pagamento, altra sfortuna, probabilmente collegata a questa problematica, è la più totale assenza di giocatori disponibili per i combattimenti online che a sua volta dà vita ad un altro problema: sbloccare tutti i contenuti presenti nel catalogo di gioco con la valuta interna, che si può accrescere giocando sia in locale (con ricompense veramente basse) oppure online completando anche determinate sfide.
Demon Slayer -Kimetsu no Yaiba- The Hinokami Chronicles è un grosso e gigantesco… Ni
Pochi personaggi, una storia interessante ma narrata in modo poco coinvolgente, uniti da un comparto estetico e grafico d’altissimo livello, condito con un sistema di combattimento di buona fattura che trasmette fedelmente le tecniche utilizzate dai personaggi che danno vita alla storia di Demon Slayer. In sostanza, sì è una costante altalena. A peggiorare la situazione “narrativa” v’è il fatto che il videogiocatore che non conosce il mondo di Demon Slayer, deve leggersi (e non guardare) tutti gli approfondimenti, che possono essere sbloccati mediante la raccolta di determinati oggetti, per avere un quadro completo della storia, dal momento che le sequenze video sono fondamentalmente “castrate” per consentire una miglior fruibilità.
I momenti morti vengono controbilanciati da quei momenti di pura narrativa, caratterizzati dal fantastico doppiaggio giapponese – non giocatelo in inglese, non commettete questo errore – in grado di far venire la pelle d’oca, fomentando per il prossimo combattimento che si dovrà affrontare. Però, prima di giungere al boss, si dovranno superare dei corridoi ben realizzati esteticamente, ma che non portano altro ad un allungamento inutile della longevità finale del gioco, che si attesta attorno alle classiche 10 ore.
Fortunatamente, nonostante il porting PC non sia proprio eclatante – poche impostazioni e non supporta un framerate superiore a 60 – alla fin fine si difende bene, garantendo prestazioni tutto sommato stabili.
// Consigliato_con_una_certa_riserva_esclusivamente_agli_appassionati_del_manga_od_anime
Pregi
- I momenti clou sono realizzati divinamente…
- Sistema di combattimento funzionale…
- Ottimi i comparti grafici ed estetici
Difetti
- …ma pecca di troppi momenti morti
- …sebbene ricorda troppo quello della serie Naruto
- Roster dei personaggi troppo risicato
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