Dispatch, impressioni sui primi 2 episodi
Trama e narrativa
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Dispatch
Orfani delle avventure grafiche di Telltale Games? AdHoc Studio è uno studio di sviluppo di videogiochi americano fondato nel 2018 da veterani del settore provenienti proprio dalla stessa Telltale Games, Ubisoft e Night School Studio, ovvero Michael Choung, Nick Herman, Dennis Lenart e Pierre Shorette. Dispatch è il primo videogioco dello studio (che ha lavorato come supporto per The Wolf Amoung Us 2, ad oggi ancora in sviluppo presso la nuova Telltale Games) e riprende esattamente gli stilemi dei precedenti lavori dei fondatori, cioè un’avventura grafica con molti dialoghi a scelta multipla e scelte morali, con delle novità riguardo al gameplay su cui il gioco si basa, per quanto provato nei primi 2 episodi (degli 8 totali in uscita entro il 12 Novembre).

Trama e narrativa
Ambientato nella Los Angeles contemporanea, il gioco ci mette nei panni di Robert Robertson, alias Mecha Man, un ex supereroe che ha danneggiato in modo molto grave la sua armatura in una battaglia e si ritrova costretto a lavorare come dispatcher in un centro di smistamento per supereroi (denominato SDN). Per quel che si è potuto provare nei primi 2 episodi, Dispatch offre un prologo (rappresentato dal primo episodio) ben realizzato ed un incipit molto interessante: Robert Robertson sembra essere un protagonista dotato di molti lati nascosti, che verranno esplorati potenzialmente nei prossimi episodi. Per quanto riguarda i comprimari, servirà giocare tutti gli altri episodi per capire a fondo la loro scrittura e le loro intenzioni verso Robert. Nel complesso, l’opera mescola un tipo di comicità e di situazioni alla The Office U.S., e momenti più drammatici come nel fumetto (e serie tv animata) di Invincibile, distaccandosi dal classico filone supereroistico Marvel o DC.

Gameplay e progressione
Dispatch si presenta come un’avventura grafica fortemente narrativa: il sistema di gioco è composto da tantissimi filmati pre-renderizzati che caratterizzano la maggior parte dell’avventura, non offrendo alcun tipo di esplorazione dei vari scenari che il gioco ci presenterà; sono presenti dei dialoghi a scelta multipla e dei quick time event, per far interagire il giocatore con le varie cutscene pre-renderizzate del gioco, al momento un espediente che funziona se apprezzate il tipo di struttura di gioco, e che può introdurre dei neofiti al genere.
Arrivando ai momenti di vero gameplay, il giocatore avrà a disposizione due tipi di interazione: la gestione delle attività quotidiane dei super-eroi tramite un computer, ed un minigioco per l’hacking di vari sistemi (più o meno) informatici.

Riguardo alla gestione dei supereroi, ci ritroveremo a dover gestire le varie problematiche della città e risolverle inviando il nostro parterre di ex supercattivi (ora eroi?), selezionandoli attentamente in base alle loro 5 statistiche (Combattimento, Vigore, Movimento, Carisma, Intelletto), ovviamente più il personaggio sarà adatto all’attività da svolgere, più probabilità di successo avrà la riuscita della missione; capiteranno degli imprevisti ogni tanto, e dovremmo gestirli sempre in base alle abilità di ogni personaggio mandato in missione, oppure in base alle nostre abilità di hacker provetti. I nostri eroi guadagneranno esperienza in base allo svolgimento (o meno) delle missioni, e quando saliranno di livello, sarà nostro compito scegliere quali abilità e statistiche potenziare.




Passando al minigioco dell’hacking, il nostro compito sarà quello di spostare un cubo verso un percorso prestabilito (con poche ramificazioni), e digitare una serie di combinazioni (rappresentate da vari tasti direzionali) volte a poter raggiungere la fine del percorso; al momento questa fase di gioco sembra poco approfondita e con una difficoltà molto bassa, ovviamente una volta giocati tutti gli episodi si riuscirà a carpire se questo minigioco porterà ad un contributo sostanziale (o meno) dell’opera.




Comparto tecnico
Abbiamo provato Dispatch attraverso una chiave Steam gentilmente offerta dagli sviluppatori, il titolo è sviluppato con Unreal Engine 4, versione precedente alla quinta iterazione del motore di Epic Games: il comparto tecnico del gioco si mette in mostra nelle cutscene pre-renderizzate, offrendo uno stile di animazione ispirato ai classici fumetti di supereroi americani, davvero molto azzeccato al contesto. Il rendering in locale del motore grafico viene usato nella schermata di gestione dei supereroi (interfaccia e disegni quasi totalmente in 2D) e nel minigioco dell’hacking (con elementi 3D), restituendo un ottimo utilizzo nella gestione delle grafiche dei personaggi, molto più anonimo invece nelle fasi di hacking.
Impressioni finali
I primi 2 episodi (dalla longevità di circa 1 ora ciascuno) della prima opera targata AdHoc Studio sembrano introdurre i classici elementi che le avventure grafiche della Telltale Games hanno sempre avuto, introducendo qualche nuova meccanica: dialoghi a scelta multipla, scelte che impattano la storia e quick time event fanno parte della classicità del prodotto, mentre le novità riguardanti la gestione dei supereroi ed il minigioco dell’hacking rappresentano un buon punto per introdurre vecchio e nuovo pubblico alla visione dello studio di sviluppo. Il comparto tecnico si dimostra di buon livello, con uno stile fumettoso e distintivo per quanto riguarda le cutscene e l’interfaccia della gestione delle attività supereroistiche, meno stiloso e più moderno con il minigioco dell’hacking. Dispatch promette un comparto narrativo e dei personaggi che potrebbero davvero sorprenderci, in attesa della prova dell’opera completa.



