Eternights un action/daiting sim che funziona – Recensione
Il farmaco anti-invecchiamento
Un po' geek e un po' nerd. Mi dedico ai videogioco, ma ho un'occhio di riguardo per il mondo della tecnologia. Tra Star Trek e Star Wars vi dico Battlestar Galactica.
Eternights un action/daiting sim che funziona – Recensione
Sviluppato da Studio Sai, con un team formato da due singole persone (Jae Hyun Yoo affiancato da Kyoungche “Ray” Kim che si è occupato esclusivamente del level design), Eternights mira a proporre un’esperienza di gioco abbracciando tre generi: Hack ‘n’ Slash, RPG e il Daiting Sim. Riuscendoci pienamente. Giocandolo è chiaro quali siano stati i compromessi coi quali lo studio è sceso a patti, ma ciò che n’è derivato alla fine è un prodotto incredibilmente piacevole, dai plurimi toni e atmosfere.
Il farmaco anti-invecchiamento
La trama gira attorno alle conseguenze derivate dallo sviluppo di un farmaco anti-invecchiamento che, durante il giorno della sua rivelazione mediatica nei vari notiziari, dà vita ad una vera e propria apocalisse nella quale gli abitanti si trasformano in strane bestie violente e sanguinolente.
I protagonisti, un gruppo di ragazzi e ragazze prescelti dall’architetta Lux, hanno il compito di fermare la sua controparte Umbra, prima che trasformi l’intero pianeta in un masso oscuro dove l’umanità è destinata a scomparire. L’obiettivo è quello di recuperare un particolare oggetto prima della fine del mondo, ma per farlo dovranno affrontare diversi pericolosi dungeon lineari situati all’interno della Muraglia che circonda la città natale dei protagonisti.
La narrazione è gestita alla classica maniera, con finestre di dialogo ed opportunità di scegliere alcune risposte che potranno aumentare determinate statistiche e, di tanto intanto, alcuni eventi cruciali saranno mostrati in chiave animata, con delle vere e proprie sequenze in pieno stile “Anime”. I toni si alternano tra situazioni leggere con battute di circostanza e perfettamente contestualizzate ai due protagonisti spiccatamente… desiderosi di approcciarsi all’altro sesso, a situazioni di natura prettamente drammatiche.


Un “minestrone” ben dosato tra Hack ‘n’ Slash, RPG e Daiting Sim
Durante le prime fasi dell’avventura il protagonista sarà accompagnato da Chani, con un profondo senso di inadeguatezza a causa della sua più totale ed apparente inutilità, e Yuna, che si rivela essere di fondamentale importanza grazie ai suoi poteri curativi, ma poco a poco si uniranno anche altre ragazze con abilità differenti.
Qui la componente Daiting Sim assume un ruolo importante all’interno del sistema di gioco: da quello narrativo, dove approfondendo le relazioni è possibile scoprire il background narrativo e il carattere di ogni ragazza, fino al combattimento, dal momento che relazionandosi sempre più approfonditamente si possono sbloccare nuove e preziose abilità. La componente ruolistica emerge man mano che si vanno a scoprire le abilità di cui dispongono le ragazze, dalla guaritrice Yuna, alla difensiva Min e aggressiva Sia. Non sarà possibile portare al massimo i livelli di tutte le abilità di cui dispongono, a causa delle azioni limitate dallo scorrere del tempo e delle azioni limitate all’interno delle giornate, di conseguenza è necessario scegliere con cura su cosa puntare per i combattimenti, tenendo a mente che Chani veste il ruolo di supporto assieme a Yohan, grazie ai quali si possono aumentare le varie statistiche quali danni, vita, difesa, ecc.
Aumentando il grado di ogni personaggio, si possono sbloccare e migliorare delle specifiche abilità del protagonista, da utilizzare contro i nemici che gli sbarrano la strada.
Eternights sfrutta l’espediente dello scorrere del tempo per mettere “alle strette” il giocatore. Ogni giorno è suddiviso in due momenti: giorno, dove poter approfondire le relazioni, e notte, dove invece ci si può dedicare alla ricerca di oggetti per le ragazze. I giorni a disposizione sono sempre limitati, in quanto narrativamente vi sono dei momenti chiave da affrontare, pena il game over. Quindi conviene affrontare le battaglie con uno o due giorni extra, così da poter tornare sul treno per riposare recuperando la salute e per proseguire da dove si ha abbandonato.
Qui si giunge alla componente Hack ‘n’ Slash, forse meglio definirla “banalmente” Action. Non sono presenti combo ed armi differenti rispetto alla “spada” di cui dispone il protagonista. Eppure, il sistema di combattimento funziona egregiamente.
Il sistema di schivata è ideato in modo che, un attimo prima di subire l’attacco da parte di un nemico, può rallentare il tempo dando la possibilità di scaraventarcisi contro dando vita ad uno “smash button” violento, caricando la barra dedicata alle abilità speciali da combinare con una delle ragazze del party, tenendo a mente anche le debolezze del avversario per abbatterlo più velocemente oppure distruggergli la barriera che nullifica i danni.
Studio Sai è riuscito a rendere l’intera esperienza di gioco divertente grazie alla diversificazioni di alcuni mini-boss, che tendono a ripetersi nella fasi finali, ed alla presenza di alcuni enigmi.


Bisogna tenere a mente, che nelle sue 10 ore di gioco, Eternights propone dei veri e propri mini-giochi, situazioni in cui ci si deve deve dedicare alle ragazze cercando oggetti specifici o semplicemente ascoltarle.
Il compromesso azzeccato
Visivamente è dove Eternights scende ad interessanti compromessi. Graficamente non è nulla di eccelso, ma il gioco di luci degli ambienti chiusi non è male, però ciò che ho realmente apprezzato riguarda i volti dei vari personaggi in scena: lo studio, credo, fosse ben consapevole di non poter realizzare espressioni e animazioni di alto livello, di conseguenza ha optato per l’escamotage classico dell’animazione giapponese, quello di accentuare l’emozioni dei personaggi. In che modo? Semplice, giocando più sull’emozioni trasmesse tramite gli occhi e le labbra, in certi casi deformando appena in altri invece calcando la mano. Ciò che ne consegue, è un’operazione decisamente ben riuscita. I dialoghi, qualunque essi siano, trasmettono in modo perfetto lo stato d’animo del personaggio in scena, che sia serio, solare, imbarazzato, ecc.
La scelta di puntare sull’animazione s’è rivelata profondamente azzeccata, tanto da far quasi rimpiangere che le sequenze siano numericamente poche, ma considerando il ventaglio di finali disponibili e le dimensioni dello studio, ciò rimane in ogni caso ammirevole.



Le battute finali
Siamo giunti a quelle che sono le battute finali.
Eternights è stata una gradevole scoperta, un mix di generi che sulla carta potrebbero non rendere al massimo l’idea, ma che all’atto pratico funziona. E anche bene. La trama è semplice, sfrutta alcuni cliché narrativi piuttosto tipici, soprattutto nell’ambiente dell’animazione, ma a trascinare il giocatore è il gameplay decisamente divertente quanto appassionante che non va assolutamente preso alla leggera in quanto riesce a regalare le sue soddisfazioni, fino ad arrivare ai personaggi tutti relativamente ben costruiti, coi loro rispettivi caratteri e comportamenti sempre coerenti.
Le 10 ore di gioco filano molto lisce lisce, sebbene nel lungo andare ci siano ambientazioni che si ripetono un po’ troppo, così come alcuni nemici al punto che alcuni di loro non risultano ben contestualizzati all’interno del ambiente, difatti ritrovare gli stessi uomini/donne d’affari (per dire) sia in ospedale che nei laboratori di ricerca fa storcere un po’ il naso, ma se ci si è immersi in Eternights si può fare spallucce e passare su di essi a suon di fendenti.
Eternights è quel videogioco che non ti aspetti, queste due persone sono riuscite nel loro intento di proporre un prodotto estremamente valido. Sì, le componenti Action e RPG non sono approfondite come altri esponenti del genere, ma nell’insieme è stato fatto un lavoro niente male.
Sintesi recensione
- Il mix di gameplay Daiting Sim – RPG – Hack ‘n’ Slash funziona, nonostante il sistema di combattimento non sia ben approfondito e si possano avere più relazioni contemporaneamente;
- La trama compie il suo dovere, difficilmente sa stupire, ma i personaggi facenti parte del cast riescono a tenere in piedi il tutto in modo tutto sommato credibile ai fini dell’esperienza;
- Lo stile estetico riesce a sopperire alle carenze prettamente tecniche.