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Editoriali 05 APRILE 2025 5 MIN LETTURA

Final Fantasy XIV: Dawntrail si sta riprendendo con l’aggiornamento 7.2, Seekers of Eternity – La nostra opinione

La storia principale si accende! Mentre The Arcadion svolge il suo compito

Un po' geek e un po' nerd. Mi dedico ai videogioco, ma ho un'occhio di riguardo per il mondo della tecnologia. Tra Star Trek e Star Wars vi dico Battlestar Galactica.

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Final Fantasy XIV: Dawntrail si sta riprendendo con l’aggiornamento 7.2, Seekers of Eternity – La nostra opinione

Ci sono diversi aspetti di Final Fantasy XIV: Dawntrail che hanno deluso gli appassionati, uno fra tutti è stato l’effetto “ripartenza” dopo la conclusione del precedente arco narrativo con l’espansione Endwalker. Si potrebbe dire, in un certo senso, che Dawntrail abbia ricoperto il ricoperto il medesimo ruolo di A Real Reborn, pertanto l’ho trovato comprensibile come effetto.
Altre critiche invece sono state rivolte ad altre questioni, come il Warrior of Light che di base non è il protagonista ma si riduce ad essere il “compagno d’avventura” di Wuk Lamat, rivestendo il ruolo di Campione e di… turista, conoscendo le culture che popolano il continente Tural e imparando le loro usanze. Non si sono risparmiate critiche anche contro la stessa Wuk Lamat, la quale ha ricoperto il ruolo di “protagonista” di tutta la vicenda, sia per la sua ingombrante presenza sia per il doppiaggio estremamente mediocre in lingua inglese (nulla a che vedere con quello giapponese), fattori estremamente ridimensionati in Seeker of Eternity dove appare come un comprimario.

La storia principale si accende! Mentre The Arcadion svolge il suo compito

Con l’aggiornamento Crossroads, che ha portato Final Fantasy XIV Dawntrail alla versione 7.1, la storia ha iniziato a prendere una piega più interessante. Infatti, nelle ultime battute, è saltata nuovamente fuori la regina Sphene, vanificando quasi completamente i progressi fatti all’interno di Solution Nine. Ed è proprio da qui che riprende la storia narrata in Seekers of Eternity, nella quale fa il suo esordio la vera regina Sphene. Durante le prime missioni, il compito del Guerriero della Luce è quello di accompagnare la vera Sphene per le vie di Solution Nine, facendole scoprire come la sua Alexandria si sia evoluta nel corso del tempo e di come la falsa Sphene abbia regnato. La situazione non è delle migliori, la popolazione è nella più totale disperazione: il terrore della morte non fa altro che dilagare. Questa situazione si riflette sullo stato d’animo della vera Sphene, la quale vorrebbe aiutare il suo popolo in qualche modo. Durante questa fase, un losco figuro fa la sua comparsa: lo scienziato Calyx, che non esita a mostrare le proprie carte, minacciando ripetutamente il Guerriero della Luce con l’intento ultimo di recuperare la chiave interdimensionale.

Insomma. Seekers of Eternity è riuscito a riaccendere l’attenzione e preannuncia un’interessante svolta narrativa nei confronti di un’espansione decisamente poco entusiasmante. Narrativamente parlando.

Si sta rivelando curioso anche l’arco narrativo relativo a The Arcadion, che vede al centro gli effetti negativi dello sfruttare le anime selvagge per gli scontri nell’arena, approfondendo la Psychonekrosis (Psiconecrosi). Sì, la narrazione è estremamente rapida per arrivare al culmine dell’esperienza finale: i raid contro i contendenti. Però si fa apprezzare.

I nuovi contenuti da giocare sono un’altalena

Negli ultimi tempi è stato notato un calo d’utenza in Final Fantasy XIV, tra i motivi sopracitati, alcuni hanno ipotizzato che parte della responsabilità sia da attribuire alla difficoltà dei contenuti proposti (dungeon, trial, raid, ecc.) ebbene le cose non sono propriamente cambiate.
Il dungeon The Underkeep s’è dimostrato piuttosto semplice, nonostante la presenza di alcune meccaniche di gioco peculiari, che richiedono buoni riflessi e rapidità nel posizionarsi. Nelle mie partite, il primo boss Gargant, ha fatto il suo dovere riuscendo ad eliminare i miei compagni (ma nulla che una buona Paladin affiancata da un valido Dragoon non possono gestire), grazie a delle mosse ben combinate tra loro che generano un po’ di confusione. Il secondo, Soldier S0, è estremamente rapido ma molto più comprensibile, visto che le sue mosse sono ben intuitive, infatti in pochi hanno avuto problemi seri. È il terzo, Valia Pira, ad aver quell’aura particolarmente timorosa, un po’ per la sua arena e un po’ per la sua bizzarra forma, ma è estremamente comprensibile: richiede solo una particolare attenzione in alcune fasi.

Terminato The Underkeep si passa immediatamente alla trial Recollection, dove si affronta una vecchia conoscenza di Sphene: Zelenia.
Con Zelenia l’approccio è quello di sempre, ovvero prima mostra tutte le sue abilità una dopo l’altra e dopodiché le mescola per mettere in difficoltà il party. È una bossfight interessante, richiede una buona memoria e particolare attenzione (le prime volte che la si affronta), in quanto prima indica gli attacchi che andrà a lanciare e successivamente sta al giocatore dover schivare i colpi andando a memoria, nulla che non si sia mai visto, è chiaro, ma il mix di mosse e situazioni che si vanno a creare aggiungono quel pizzico di caos che può mandare in tilt qualche giocatore un po’ distratto. Una volta presa dimestichezza e compreso il suo stile, si rivela tutto sommato semplice.

In questi contenuti appartenenti alla storia principale, la difficoltà media è certamente più elevata rispetto ai più vecchi, ma nulla di concretamente impossibile o complesso per i giocatori che hanno poco tempo a disposizione.

Il discorso è lievemente differente nell’istante in cui si entra nel merito dei quattro nuovi raid appartenenti al filone narrativo The Arcadion.
Non sto a stilare dei paragrafi come per la storia principale, ma fondamentalmente AAC Cruiserweight si è dimostrato un quartetto altalenante. Il primo raid, con Party Animal, è stato certamente il più originale tra i quattro, con un combattimento a suon di musica ma che non risulta proibitivo per quella fetta di giocatori (come il sottoscritto) che non hanno il senso del ritmo. Così come l’ultimo, Lone Wolf, non si è dimostrato particolarmente difficile rimanendo comunque estremamente soddisfacente, in quanto le sue meccaniche, pur susseguendosi velocemente l’una dall’altra, risultano ben intuibili.
Gli altri due scontri sono altalenanti e, personalmente, poco appaganti perché reputati fin troppo confusionari.

In breve…

…questo nuovo aggiornamento rimescola le carte in gioco a favore di Final Fantasy XIV e del Creative Studio III. Dawntrail è partito lentamente, in parte per buone ragioni ma per altre poteva essere nettamente migliore. Queste svolte narrative che stanno arrivando ora, riescono a generare un po’ di pathos in una storia che, fondamentalmente, ne aveva poco e, quando ne aveva, veniva completamente eliminato dalla chiacchiera superflua.
Creative Studio III ha già programmato le prossime patch, ma per vedere come andrà ad evolversi la storia bisognerà attendere la prossima patch più importante. La direzione è certamente quella corretta.

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