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Recensioni 11 FEBBRAIO 2023 8 MIN LETTURA

Forspoken: la nuova vera “fatica” di Square Enix – Recensione

Un classico ed inutile preambolo

Non mi va.

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Forspoken
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Forspoken: la nuova vera “fatica” di Square Enix – Recensione

Reduci dallo sviluppo estremamente travagliato di Final Fantasy XV, Square Enix ha affidato a Luminous Productions il compito di continuare a lavorare sul ormai celebre Luminous Engine. Di conseguenza, Forspoken ha diversi compiti: dimostrare che Luminous Productions sia in grado di continuare a produrre videogiochi di un certo spessore anche senza Hajime Tabata e che il Luminous Engine sia un motore valido. Entrambi i compiti, come avrete modo di leggere, non sono stati minimamente rispettati dimostrando anche un sonoro peggioramento rispetto alle produzioni passate.

Un classico ed inutile preambolo

La storia inizia a New York con la nostra protagonista Alfre Holland detta Frey ( non si sa perché poi ne ci verrà mai spiegato), che non versa in un’ottima situazione infatti la vedremo in tribunale davanti ad una giudice che, dopo aver elencato i suoi numerosi, seppur piccoli, crimini deciderà di essere clemente e darle una seconda possibilità, d’altronde è Natale. Uscita dal tribunale piena di buoni propositi e 120 ore di servizio sociale da scontare, viene subito messa all’angolo da una piccola banda di delinquenti con cui lei, a quanto sembra, ha un debito da scontare. Dopo cazzotti, insulti e una fuga discutibile Frey torna a casa dalla sua gattA Homer con cui, pianifica una fuga dalla città e dai suoi guai grazie ad un discreto gruzzolo che ha messo da parte ma, la sera stessa, i criminali da cui era fuggita la trovano, appiccano un incendio in cui perde il denaro ( in un modo imbecille) e le speranze di scappare. Lasciata la sua gatta al sicuro, la nostra protagonista si ritrova sola, seduta su un’insegna di un hotel a meditare sulle sue scelte di vita quando un “bagliore” l’avvolge e spinge la sua attenzione verso una finestra di un negozio che sembrerebbe abbandonato, dove vede un grosso bracciale d’oro che, una volta raggiunto e toccato, la teletrasporterà con una dissolvenza su bianco in un mondo magico ed è qui che si può dire concluso il preambolo che poi lascia spazio alla vera storia: un mondo magico è afflitto da una maledizione, se così possiamo definirla, che Frey chiama “La Rovina” e soltanto lei sembra in grado di sconfiggere.

Frey dovrà fare i conti con numerose creature e potenti Thanta (Streghe) fuori controllo, sfruttando questo senziente bracciale ed i suoi nuovi poteri magici, che poco a poco imparerà a padroneggiare.

Magicamente scomodo

Le magie sono il solo nostro attacco, ne impareremo altre man mano che raccoglieremo mana in giro per la mappa, sì perché non avranno un’evoluzione di pari passo con il nostro livello, ma un sistema a sé per progredire.

Le magie si dividono in due, nel vero senso della parola. Con il grilletto destro avremo la magia di base, quella rapida che ci permetterà di colpire costantemente i nemici senza periodi di ricarica e a seconda della pressione che eserciteremo sul tasto avremo dei colpi rapidi oppure un colpo caricato più potente ma ovviamente più lento. Con il grilletto sinistro invece avremo magie di “supporto”, per così dire, perché una volta usate avranno bisogno di tempo per poter essere scagliate nuovamente.
Con i dorsali superiori invece, anche in combattimento potremo cambiare gli incantesimi sul momento così da usare quelli che più saranno utili in quella situazione.

Peccato però che questo sia tutto fuorché comodo. Cambiare le magie in combattimento rallenterà un po’ il tempo, ma ovviamente dovremo essere comunque rapidi a decidere quale mettere e se non selezioneremo con precisione l’icona alle volte non la cambierà, oltre al fatto che premere costantemente il grilletto destro per ore e ore porterà un male al dito incredibile, tanto da rinunciare ad alcune battaglie casuali per riposare in po’.

Oltretutto, a livello personale, ho trovato i combattimenti piuttosto noiosi e le intelligenze artificiali nemiche davvero stupide, senza contare il fatto che i boss che avrebbero dovuto essere impegnativi sono stati più che altro imbarazzanti e non mi hanno dato nessuna soddisfazione.

Un’altra componente essenziale di questo gameplay è il Parkour Magico, utile per schivare, allontanarsi e avvicinarsi ai nemici e persino per esplorare la mappa. Anche lui però, come il sistema di combattimento si rivela decisamente scomodo, a tratti lo potrei definire “rotto” visto che Frey tenderà spesso a incastrarsi, bloccarsi e a non reagire prontamente alla pressione del tasto. Mi sono trovata molte volte bloccata su piccoli scalini o per nulla in grado di scalare la parete che avevo davanti premendo il tasto adibito al parkour che avrebbe dovuto essere automatico, ma a cui dovevo dare l’input del salto e poi premerlo per ottenere ciò che volevo.

Il mondo di gioco è molto vasto e pieno di cose da fare se non fosse che molte di queste sono sforzi vani per premi davvero poco preziosi. Per farla breve in ogni sezione della mappa le cose davvero utili da fare sono quelle che danno mantelli, collane e motivi per unghie ma non necessariamente tutte quelle che troviamo in giro, basta sceglierne una e con quello staremo apposto fino al boss. Le sfide a tempo,  le casse e alcune fortezze da liberare dai mostri non ci daranno premi unici ma anzi, saranno cose che troveremo in giro per la mappa senza sforzarci troppo.

L’inespressività è fuori scala

Appena si inizia non si ha una buona impressione del comparto grafico generale. I modelli sembrano ben curati, ma le animazioni lasciano molto a desiderare. I movimenti generali, a parte rari casi, risultano rigidi e le animazioni facciali, nonostante ci dovrebbe essere il motion capture, sono per lo più assenti o approssimative. La cosa non migliora nemmeno proseguendo, una volta giunti ad Athia ci ritroveremo in un mondo vasto, ma fondamentalmente per una cosa che visivamente ci potrebbe sorprendere ci lascerà delusi quella subito dopo. L’ambiente è colorato spesse volte, ci sono persino delle piccole foreste nelle aree boschive, ma scopriremo ben presto che sono mappe spoglie e le piccole città in rovina e i monumenti che incroceremo durante le nostre lunghe passeggiate, sono per lo più asset ripetuti all’infinito. 

Un discorso analogo si può fare per gli npc, nella città principale troveremo un eccesso di personaggi identici, a volte che passeggiano proprio in gruppo o parlano tra loro. Va bene ripetere gli asset a disposizione ma non in maniera così palese e mal distribuita.

La sola cosa che non mi sento di bocciare a livello estetico sono gli animali, decisamente curati e alcuni sono visivamente molto belli.

Una menzione d’onore 

Mi sento di dedicare un piccolo paragrafo a una cosa che mi ha decisamente lasciata perplessa (come se non lo fossi già per il resto).

Le sequenze video.

Anche se, per come sono pensate e messe in atto è quasi un’offesa chiamarle tali.

Non avremo video consequenziali con scene ben montate, ma una regia discutibile con inquadrature talvolta davvero pessime e sarà per lo più una sequenza di piccole scene suddivise da dissolvenze a nero. Ovviamente nemmeno nei suddetti troveremo le espressioni facciali e questo non aiuterà minimamente ad empatizzare col momento perché, che sia felice, triste o preoccupato, il personaggio a schermo non farà trasparire nulla di nulla. 

Ci sono stati solo alcuni momenti in cui invece tutto sembrava quantomeno animato in maniera decente, ma accade solo tra il capitolo 8 e 9 e sono sincera quando dico che dopo ore di espressioni amorfe mi sono quasi commossa nel vedergli sul viso espressioni consone alla situazione. 
Ciò che non aiuta poi è il doppiaggio, quello inglese almeno per quanto mi riguarda. L’ho trovato abbastanza piatto e poco convincente anche se visto il risultato generale non mi sarei aspettata di più. 

Aggiungo un ultimo piccolo appunto sull’audio, a quanto pare musica e voci sono sulla stessa traccia quindi, se si salta un piccolo frammento di dialogo la musica (se c’è) farà lo stesso.

In conclusione

Questo gioco non è quello che ci si aspetterebbe anche se non si hanno grosse aspettative. Onestamente ho giocato cose che avevano la metà del suo budget e della fama del suo publisher eppure mi trovo ad averli preferiti sotto ogni aspetto rispetto a questo.

Forspoken delude sotto molti aspetti, praticamente tutti, carente nelle cose che definirei più semplici e non è ciò che mi sarei aspettata di vedere dai creatori di Final Fantasy VII: Crisis Core, Final Fantasy Type-0 e dal tanto criticato Final Fantasy XV, che persino lui nonostante i problemi e i difetti gli è superiore su molti aspetti e stiam parlando di un videogioco del 2016!

// Bocciato

Pregi

  • Qualche scorcio è interessante
  • Il design degli animali è estremamente ben curato!

Difetti

  • La regia, doppiaggio e la narrazione sono una diretta conseguenza di una storia per nulla avvincente
  • Graficamente e tecnicamente risulta abbastanza scialbo, a parte qualche guizzo dei particellari
  • Sistema di combattimento e parkour scomodi e poco funzionali
  • Esplorazione fine a se stessa

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