Horizon Forbidden West o viaggio verso occidente? – Recensione
Viaggio verso… occidente?
Horizon Forbidden West o viaggio verso occidente? – Recensione
Mi sono ritrovata tra le mani Horizon Forbidden West solo perché chi avrebbe dovuto giocarlo, non riusciva nemmeno a guardare in faccia Aloy (e non è difficile capire il motivo… porella).
Non ho nemmeno mai giocato il primo, ma per mia fortuna è presente un riassunto decisamente breve ed esaustivo (il fatto che sia breve fa intuire la profondità della trama precedente) e, se mai faranno un terzo capitolo, probabilmente anche quello avrà un riassunto breve ed esaustivo a inizio gioco di questo Forbidden West.

Viaggio verso… occidente?
Il nostro Goku si ritrova a viaggiare verso ovest con i suoi fidati compagni verso una nuova entusiasmante avventura… ah… no, sbagliato trama. Poi a lei non piacciono i compagni di viaggio.
Ironia a parte la protagonista è Aloy, una donna senza più pazienza che cerca, per la seconda volta, di salvare il mondo, ancora una volta verso la distruzione. A quanto pare il sistema di terraformazione è andato in tilt e l’IA che pensava distrutta nel precedente capitolo, non era così tanto distrutta.
Tra macchine assassine e persone decisamente stupide, lo scopo del viaggio è aggiustare il sistema di terraformazione e cercare di evitare l’estinzione di ogni forma di vita del pianeta.
Esplorazione, armi e tanta accessibilità
Il gameplay è dinamico e pretende velocità, adattamento e spirito di osservazione, ma anche tanto uso del Focus.
La meccanica del Focus permette di vedere tutto, da indizi ambientali, risorse e persino i punti deboli dei nemici così da poter usare l’arma migliore per ogni occasione. Aloy dispone di due armi principali: un bastone, che si potenzia col progredire della storia, e gli archi, disponibili in più varianti che si differenziano per potenza e tipologie di frecce anche “elementali” da scoccare. Non mancano altre categorie di armi da distanza che possono essere sbloccate giocando.

Ovviamente raccogliere risorse ed esplorare è il punto focale di tutto, senza un po’ di spirito di avventura si corre il rischio di restare presto senza frecce da scoccare e bacche per curarsi. Le risorse recuperate per lo più dalle macchine, dai forzieri e dalla fauna sono utili per potenziare le armi, l’armatura e l’equipaggiamento.
Aloy dispone anche di sei alberi di abilità:
- Guerriera che serve a potenziare gli attacchi con la lancia e i danni in mischia.
- Intrappolatrice migliora tutto quello che riguarda le trappole riducendo per esempio il tempo di posizionamento (che di base è molto lento)
- Cacciatrice invece ha a che fare con tutto quello che riguarda vigore, concentrazione e migliora anche le abilità con l’arco.
- Superstite migliora i medicinali e quello che concerne difesa e salute.
- Infiltratrice come dice il nome ha a che fare con lo stealth, aumentando la capacità di nascondersi e attaccare silenziosamente.
- E l’ultima è Esperta di macchine che aiuta a migliorare tutto quello che concerne per l’appunto le macchine e le funzioni a loro legate.
Nell’esplorazione si è decisamente guidati. Infatti, sempre con l’aiuto del Focus (di cui personalmente abuso), si può vedere dove ci si può arrampicare e questo permette di scoprire rovine, caverne e calderoni (gli ultimi sono abbastanza indispensabili).
Oltretutto il gioco è ricco di missioni secondarie che, a mio parere, sono il punto centrale di tutto, facendo scoprire sottotrame aiutando a comprendere meglio le “regole” seguite dalle varie tribù che Aloy incontrerà sul proprio percorso. Tutto questo risulta essere più o meno collegato con gli avvenimenti della missione principale.
Tra le funzioni per rendere Horizon Forbidden West più accessibile agli utenti, oltre ai classici supporti per i non udenti e i daltonici, figura sorprendentemente l’opzione dedicata alla talassofobia, che io ovviamente ho attiva per ovvie ragioni. Questa ha delle funzioni che vanno ad aiutare un po’ chi, come me, ha questa fobia, rendendo la visibilità in acqua maggiore e impedendo ad Aloy di annegare così da non dover giocare con l’angoscia e l’ansia di dover riprendere fiato nelle sessioni di immersione: che tu lo voglia o meno dovrai immergerti in acqua, delle volte anche nelle oscure profondità, e per quanto mi riguarda è sempre un’esperienza traumatica.
Grafica e Sonoro


A primo impatto il gioco mostra dei colori decisamente saturi tanto che nella prima parte arriva quasi a dare fastidio alla vista, fortunatamente andando avanti con l’introduzione del ciclo giorno/notte e degli eventi meteorologici, i colori iniziano a dare meno fastidio.
Come si intuisce dal paragrafo precedente, l’ambiente è ricco di vegetazione, fauna e macchine. Nulla da dire sui modelli dei suddetti che sono molto belli da vedere e risultano ben fatti, ma una piccola cosa che fa storcere il naso è l’animazione di quando le macchine vengono colpite con l’attacco furtivo, in pratica si bloccano – quasi a dire che si “freezano” – per poi fare l’animazione di corto circuito una volta che Aloy termina la sua animazione, ma rimane davvero brutto da vedere. È presente qualche saltuario glitch nelle animazioni di Aloy però potrebbe dare noia, infatti è capitato che cadesse dagli appigli o ne rimanesse incastrata.
Mi prendo questo piccolo spazio per aiutare Barbara. Con la sua configurazione, RX 6600XT abbinata al Ryzen 5 5600, si sono verificati diversi glitch grafici. In uno di questi è protagonista lo skydome, che d’un tratto vede la più totale scomparsa della luce, divenendo nero. Sempre collegato all’illuminazione, in concomitanza col glitch dello skydome, si verificano dei flash di luce bianca che in alcuni casi rendono Aloy completamente biancastra.
Questi glitch si verificano spesso nelle vicinanze di alcune rovine.
Per sfizio, ho testato il gioco col medesimo salvataggio su una seconda configurazione, con RX 7800XT e Ryzen 7 5800X, e queste problematiche non si sono verificate.
La causa potrebbe essere in un’ottimizzazione “scadente” nei confronti della GPU RX 6600XT.Nonostante ciò, le prestazioni sulla prima configurazione si stanno dimostrando estremamente solide durante le sessioni di gioco, sebbene alcune sequenze video siano vittima di un drastico crollo prestazionale.
Luca, il rompi… scatole
Vorrei spendere qualche parolina proprio sul modello della protagonista. Allora. Nel complesso è ben fatta, ricca di dettagli ma, la sua testa… Io so cosa voleva fare Guerrilla ma non ci siamo proprio. Se lo studio desiderava farla più pienotta, gonfiarle il viso come se l’avesse punta un’ape non è stata la miglior soluzione. Avrebbe dovuto ingrandire anche il resto del corpo, ma invece niente, corpo normale e faccia gonfia.
L’ho trovata una scelta davvero discutibile e mal fatta, quasi per accaparrarsi una fetta specifica di pubblico.


Il doppiaggio italiano è ottimo, ha un bel cast, pieno di voci note e non ci sono grossi problemi di interpretazione. Le musiche però sono decisamente alte di default tanto che ho dovuto abbassare dopo la prima scena video perchè non sentivo assolutamente niente dei dialoghi.
Conclusioni
Che dire. Il gioco in sé è enorme e pieno di cose da fare ed è anche gradevole da vedere ed esplorare. Ho trovato devastanti a livello fisico i calderoni, necessari ma che dopo averli affrontati ti stremano, ma l’esplorazione, lo scoprire le rovine e la loro storia è davvero appagante. Pensare a strategie per sconfiggere nemici lo trovo molto divertente, anche se puntualmente vengo beccata e riempita di botte perché non sono molto brava nello stealth.
Una cosa che un po’ mi da fastidio, e penso anche ad Aloy, è la stupidità generale di alcuni personaggi, che nemmeno davanti all’evidenza o alle prove palesi riescono a capire le cose che gli vengono dette. Mi trovo ad empatizzare molto con la protagonista e a capire perfettamente il suo stato d’animo: una donna sull’orlo di una crisi di nervi ed ha perfettamente ragione.