Immergiti nel mondo di The Operator: un’esperienza avvincente! – Recensione
“Non tutto è come sembra”
Un po' geek e un po' nerd. Mi dedico ai videogioco, ma ho un'occhio di riguardo per il mondo della tecnologia. Tra Star Trek e Star Wars vi dico Battlestar Galactica.
The Operator
The Operator è stato rilasciato e io non ho potuto fare a meno di precipitarmi su Steam per acquistarlo! La versione finale e completa di questa particolare avventura grafica rispetta pienamente le aspettative nutrite da quella breve demo di cui ho scritto il mese scorso, con un solo problema: finisce. Sì perché giunto ai titoli coda, ero così dentro il mondo creato da Bureau 81 da rimanere deluso dal fatto che fosse tutto finito.
“Non tutto è come sembra”
Parlare della trama di The Operator è complicato, essendo il muro portante dell’intera opera.
Nei panni di Evan Tanner, nuovo Operatore della Federal Intelligence Department (FDI), ci si trova a svolgere la mansione di supporto per gli agenti sul campo, che indagano su omicidi, rapimenti e altri crimini.
La trama non impiega molto tempo a prendere una piega “strana”. Se col primo caso si ha l’obiettivo di risalire all’assassino di un omicidio commesso in un bar, nel secondo già si parla di rapimenti alieni. Così come la trama prende una piega bizzarra già dai primi minuti, non ci vorrà molto per comprendere che qualcosa non torna: omicidi, una lista contenente nomi di una centinaia di persone, prove che vengono manomesse e censurate. Il mood di The Operator è ben tracciato verso una direzione che nei primi istanti non è assolutamente ben delineata, ma cela un finale – in parte – telefonato però creato e diretto in maniera eccellente.
Un’avventura grafica davanti ad un PC
Forse avventura grafica è quasi sbagliata come definizione, si potrebbe parlare anche di un’avventura testuale dal momento che per tutto il corso della storia si ha a che fare con l’interfaccia di un computer federale, col quale interagire con gli altri agenti e prove che vengono raccolte di caso in caso, assieme a linee di testo da leggere e ascoltare.
Il focus del gameplay di The Operator è mettere assieme i tasselli raccolti dagli agenti nelle loro indagini, così da poter svelare l’identità di persone, segreti e molto altro. Non manca qualche situazione in cui si deve agire prontamente, ma senza cedere all’impulsività del momento.

The Operator ha potuto sfruttare l’IA in modo sano e intelligente, per poi ripiegare su un’iniziativa decisamente migliore: contando sulla forza della community e degli appassionati.
Un’atmosfera eccellente per quello che è un ottimo videogioco
The Operator è costruito in modo impeccabile. Lo stile visivo e il sound design riescono a metter su un’atmosfera e una immersione eccellenti, i complimenti vanno anche al team del suono che, tenendo a mente il fatto che tutto il videogioco vede il giocatore dinanzi a un monitor di un PC fittizio, è riuscito nell’impossibile. Mentre si è occupati a mettere insieme gli indizi, come sottofondo ci saranno elementi che richiamano il classico lavoro d’ufficio, coi passi dei propri colleghi e un brusio costante, il tutto ben bilanciato con una colonna sonora leggera che si prende il suo spazio in alcuni momenti chiave. Fattore aggiuntivo? Il rumore della tastiera quando si digita, che dà quella marcia in più ben apprezzata.
Datemene di più!
Non mi capita così spesso di rimanere deluso nel finale di un videogioco perché ne voglio di più. The Operator contiene tutta una serie di aspetti, da quello dell’analista al mood generale generato dalla storia, che nel momento in cui sono giunto ai titoli di coda ho sperato in un qualcosa di extra. In un “end-game” o non so. Capiamoci, Bureau 81 non ha promesso nulla del genere, ma l’esperienza che ho vissuto me ne ha fatto… quasi innamorare e difficilmente potrete leggere cose di questo genere scritte da me, quindi non abituatevi.
The Operator è un videogioco che può non essere apprezzato. È un prodotto che non mira ad annacquare la sua longevità con sequenze inutili, è veloce e forse anche troppo considerando che lo si porta a termine nel giro di 5-6 ore circa, ma è un videogioco che richiede una certa attenzione e lentezza nella sua esecuzione. Non è minimamente dinamico e frenetico, d’altronde queste 6 ore circa si passano a fissare finestre di un computer fittizio.
Da queste mie parole è evidente il mio giudizio: The Operator è consigliatissimo, l’unico pubblico che potrebbe non apprezzarlo è quello che da un videogioco cerca azione e una narrativa cinematografica.