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Notizie 08 GENNAIO 2026 3 MIN LETTURA

In ARC Raiders: PvP e funzionamento del matchmaking. Server privati? Forse

Il PvP ricopre un ruolo di contorno

Un po' geek e un po' nerd. Mi dedico ai videogioco, ma ho un'occhio di riguardo per il mondo della tecnologia. Tra Star Trek e Star Wars vi dico Battlestar Galactica.

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In ARC Raiders: PvP e funzionamento del matchmaking. Server privati? Forse

Nelle ultime ore, anche qui in Italia sta venendo ripresa // l’intervista_di_Dean_Takahashi_(GamesBeat)_a_Patrick_Söderlund_di_Embark_Studios, nella quale si sono toccati due temi cari alla community di ARC Raiders: il matchmaking basato sull’aggressività e sulla dinamica del PvP.

Il PvP e il matchmaking, molto probabilmente, sono considerabili come i “temi caldi” per la community. Sia nazionale che internazionale. Non a caso sono numerose le diatribe interne, tra i giocatori più propensi alla cooperazione contro quelli interessati scontro.

Il PvP ricopre un ruolo di contorno

Alla domanda “Cosa ne pensi di una classifica in cui è possibile identificare effettivamente quanto un giocatore sia un killer?“, Patrick spiega come il PvP sia una dinamica complementare all’esperienza di gioco, ma non quella centrale, dal momento che ARC Raiders non è un videogioco competitivo e non ambisce ad esserlo.

Sì. Abbiamo discusso diverse volte dei sistemi nemesi e di altre cose simili, ma non so quale sia la posizione attuale del team al riguardo [in merito allo sviluppo di nuove dinamiche]. Credo che uno degli aspetti più belli di questo gioco sia proprio il fatto che non ci sono classifiche e che non è competitivo.

Non vogliamo necessariamente promuovere quel tipo di gameplay. Il gioco non consiste nello sparare agli altri giocatori. Puoi farlo se vuoi, ma non è questo lo spirito del gioco: entrare e sparare agli altri giocatori.

Patrick Söderlund di Embark Studios

Successivamente, Patrick, fa presente una serie di meccaniche e funzioni inserite nel gioco utili per comprendere la situazione in corso. Passando dai flare sparati dai Rider caduti, che rendono chiara la presenza di scontri in una zona della mappa, fino ai rumori ambientali (dagli allarmi delle auto alle telecamere).

Ultima, ma non meno importante, la questione dei server privati che potrebbero essere utili per i giocatori alla ricerca del PvP o del PvE. “Non so esattamente a che punto sia il team, ma è qualcosa che potremmo prendere in considerazione”, queste sono le parole di Patrick. Ma a tal proposito, vorrei lanciare una domanda: avrebbe davvero senso frammentare la community in dei server privati, solo per creare scenari “personalizzati”?

Il matchmaking incentrato sull’aggressività esiste

Se n’è parlato poco tempo fa della questione // matchmaking_basato_sull’aggressività_dei_giocatori, ma non sembrava effettivamente certo. Considerando i termini utilizzati. Ora abbiamo una conferma: il matchmaking di ARC Raiders si basa sulle abilità, ma anche sul numero di giocatori nella squadra (solo, duo e trio), e poi c’è il concetto dell’aggressività.

Il matchmaking basato sull’aggressività è stato attivato una settimana prima all’avvenuta intervista (antecedente l’aggiornamento dedicato a Cold Snap, nonostante sia stata pubblicata il 30 dicembre). Per tanto, se si è maggiormente propensi allo scontro, il videogioco tenterà di abbinarvi con utenti simili; stesso discorso qualora preferiate giocare in un ambiente più tranquillo. Se doveste riscontrare problemi, come ha detto Patrick, “Non è una scienza esatta“.
Considerando quanto emerso in rete, tra post e commenti vari, sembra che il matchmaking si assesta dopo un numero indefinito di partite. Qualora voleste rilassarvi un po’, dovrete disputare partite (si parla di circa 3-5) senza colpire gli altri giocatori.

Per quanto riguarda i team composti da persone con stili di gioco differenti, la risposta è stata un chiaro e onesto “In realtà non lo so“.

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