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Recensioni 11 MARZO 2024 7 MIN LETTURA

Persona 3 Reload – Recensione

Cupo, ma non esageratamente; maturo, ma coi suoi momenti leggeri

Un po' geek e un po' nerd. Mi dedico ai videogioco, ma ho un'occhio di riguardo per il mondo della tecnologia. Tra Star Trek e Star Wars vi dico Battlestar Galactica.

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Persona 3 Reload – Recensione

Questa recensione di Persona 3 Reload mi ha messo in una posizione davvero scomoda su più livelli: una delle ragioni è l’aver giocato Shin Megami Tensei V, mentre un’altra riguarda la sua incredibile immensità lato meccaniche di gioco.

Insomma, trovo complicato riuscire a stilare un testo inerente a Persona 3 Reload, in quanto “neofita” della serie, ma con esperienza nel suo – diciamo – franchise, essendo la serie Persona uno spin-off di Shin Megami Tensei. Poi ci sono i contenuti, che a distanza di 48 ore di gioco continuano a venirne fuori di nuovi, accompagnati anche da nuovi membri del party.

Però, sono finalmente giunto qui. Persona 3 Reload è immenso, ma la recensione non sarà una Divina Commedia, la vera sfida è condensare il tutto per non farvi addormentare!

Cupo, ma non esageratamente; maturo, ma coi suoi momenti leggeri

Per ogni essere umano, una giornata è costituita da 24 ore nelle quali svolgere le proprie attività. Però, in pochi sono a conoscenza dell’esistenza di un’ora in più, quella che scocca dopo la mezzanotte, nella quale ogni essere umano si tramuta in bara rimanendo completamente indifeso al cospetto dei pericoli che affiorano in quella che viene definita Ora Buia. Chi invece non è soggetto agli effetti di questo fenomeno, può essere definito “speciale” e può avere il potenziale per evocare una Persona, un’entità che ricalca l’animo dell’essere vivente che la evoca. Salvo il protagonista che possiede la capacità di evocarne diverse.

Non tutto è perduto, un gruppo di studenti denominato SEES, è sceso in campo per scoprire cosa si cela dietro l’Ora Buia, che pare essere collegata alla Sindrome Apatica che sta colpendo la popolazione giapponese, in un certo senso rendendo le vittime degli involucri vuoti, senza alcuna voglia di vivere.

Parola d’ordine: pazienza

Sì, è complicato scrivere della trama di Persona 3 Reload senza fare spoiler, in quanto ATLUS è solita prendersi tutto il tempo del mondo per raccontare una storia. Infatti, anche in questo caso, la narrazione procede con estrema lentezza, tanto che la storia prende letteralmente il via dopo oltre 20 ore di gioco, pur essendoci degli spezzoni interessanti di tanto intanto.

È come se ATLUS volesse mettere alla prova il giocatore, come a dire “Se riesce a superare questo scoglio iniziale, rimarrà colpito da ciò che troverà oltre. Ed effettivamente è così. Una volta superate le ore iniziali, nelle quali Persona 3 Reload presenta alcune delle sue regole basilari, sia del mondo che di meccaniche di gioco, si entra nel vivo. Pur dovendo fare i conti coi molteplici momenti morti atti ad aumentare l’immersione nel contesto scolastico, con tutte quelle situazioni adolescenziali e non.

La narrazione sfrutta tutto il periodo scolastico giapponese. E ATLUS non si è fatta sfuggire l’occasione di dare al giocatore la possibilità di sfruttare ogni singolo giorno: che sia per approfondire i rapporti, le proprie statistiche sociali o il semplice “livellare” nel Tartaro.

I turni? Solo di ATLUS, grazie

Il sistema di combattimento è ovviamente basato sui turni. Nel 2024 potrebbe far storcere il naso ad alcuni, eppure ATLUS è uno dei pochissimi studi a rendere i turni realmente interessanti e goduriosi ancora oggi. Tutto il sistema di combattimento di Persona 3 Reload, non si basa semplicemente sul eseguire un attacco, aspettare il turno successivo e via a precipitare in questo loop di azione e attesa. Ciò vale anche a distanza di 20, 30 e 40 ore di gioco!
ATLUS, ancora una volta, è riuscito a dosare per bene l’integrazione di nuove meccaniche e abilità speciali col progredire delle storia e degli eventi, legandoli a doppio filo con la progressione dei personaggi – incluso il protagonista -.

Entrare nel Tartaro, una torre apparentemente infinita nella quale si svolgeranno il 99% degli scontri, vuol dire fare i conti con piani popolati da nemici e guardiani di vario genere: da quelli dove basta premere il tasto apposito per andare di pilota automatico – utile per livellare nei piani con nemici deboli – fino a quelli nei quali si deve agire con cautela, d’altronde non sai mai cosa si può trovare nel piano successivo.

Impossibile non menzionare le Personae, entità legate ai protagonisti. Queste figure possiedono abilità speciali grazie alle quali affrontare i pericoli dell’Ora Buia: si deve prestare attenzione a usare le abilità speciali, in quanto consumano HP e SP, soprattutto quando si possono sfruttare abilità di gradi superiori rispetto a quelli di partenza.
Una marcia in più l’ha il protagonista, che può fondere le Personae per crearne di nuove e più potenti, con la possibilità di poter mantenere le abilità di volta in volta.

Non manca l’oggettistica da sfruttare durante i combattimenti o successivamente, così come non manca la possibilità di ricavare delle armi “speciali” mediante la raccolta di alcuni elementi durante la scalata all’interno del Tartaro.

Un videogioco del 2006, ma svecchiato in maniera eccellente

Persona 3, l’originale, è stato rilasciato nel lontanissimo 2006 per PlayStation 2, al quale si è aggiunta una riedizione che ne ha ampliato i contenuti: Persona 3 FES. Ebbene, Persona 3 Reload si rifà all’originale in termini contenutistici, mosso da un Unreal Engine 4 utilizzato in maniera eccelsa, conservando lo stile estetico e visivo originale. Nonostante ciò, dal punto di vista prettamente visivo, riesce a reggere il passo abbastanza tranquillamente.

La versione PC è priva di diversi settaggi grafici, ma è comunque possibile scalare alcune impostazioni per consentire una buona giocabilità anche su sistemi datati o meno prestanti, a tal proposito Persona 3 Reload si comporta divinamente anche su Steam Deck.

Un giudizio complicato

Persona 3 Reload ha un singolo difetto: è lento. La storia viene narrata con estrema lentezza e fatica a “carburare” in tempi brevi, sfortunatamente il problema se lo porta dietro lungo tutta la sua durata. Anche quando sembra premere sull’acceleratore, tutto a un tratto rallenta per dare spazio a situazioni che non fanno progredire gli eventi centrali.
Se si è disposti a chiudere un occhio su questo aspetto, ciò che si trova è un videogioco incredibilmente profondo, sia per tematiche espresse nella storia principale che nelle varie sotto trame secondarie. Senza dimenticare il sistema di combattimento, che introduce costanti novità, con meccaniche e situazioni nuove o ampliando in un altro momento quelle già presentate, facendo sì che difficilmente ci si possa annoiare combattendo in quel Tartaro che, in breve, potrebbe andare a noia. Anche qui, nonostante si passa la maggior parte del tempo nel Tartaro, ogni X piani, avviene un cambio di bioma, così da alleggerire il carico, sebbene il level design dei piani sia sostanzialmente sempre lo stesso.

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