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Recensioni 28 NOVEMBRE 2025 8 MIN LETTURA

Project Motor Racing: Il Grande Flop del Simulatore 2025 | AI Disastrosa e Multiplayer Morto

Il primo avvio

Un po' geek e un po' nerd. Mi dedico ai videogioco, ma ho un'occhio di riguardo per il mondo della tecnologia. Tra Star Trek e Star Wars vi dico Battlestar Galactica.

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Project Motor Racing: Il Grande Flop del Simulatore 2025 | AI Disastrosa e Multiplayer Morto

Provenendo da videogiochi di corse di stampo prevalentemente simcade, come Formula 1 o anche Forza Motorsport, tanto per menzionare i più recenti a cui io abbia giocato, ho deciso di sperimentare qualcosa di più simulativo con Project Motor Racing. E forse non è stata la migliore delle scelte.

Dietro Project Motor Racing si trova una delle figure più importanti dello scorso decennio, Ian Bell, fondatore dello studio Slightly Mad, autore delle serie Need for Speed: Shift e Project CARS. Slightly Mad è stato acquisito da Codemasters nel 2019 e smantellato nel 2022 quando Electronic Arts ha acquisito Codemasters, a causa anche di un Project CARS 3 completamente fallimentare. Ian Bell, dopo aver abbandonato Slightly Mad nel 2021, fonda Straight4 Studios nel 2022 e, sotto l’ala protettrice di GIANT Software (Farming Simulator), crea Project Motor Racing: sulla carta, il simulatore di corse pronto a sfidare i giganti del momento, come Assetto Corsa; sulla carta, un videogioco dalle forti potenzialità minate da uno sviluppo apparentemente sbrigativo.

Il primo avvio

Come già detto, la mia esperienza coi simulatori di corse è piuttosto scarsa. Eppure, ho deciso di approcciarmi a questo titolo con un occhio di riguardo a chi, come me, decide di buttarcisi. Pertanto non aspettatevi una recensione da esperto, ma da chi sta scoprendo un nuovo approccio ai racing game. E già qui, va chiarito un punto: se foste giocatori, anche saltuari, di videogiochi alla Forza Motorsport o anche Gran Turismo, non dovreste avvertire particolari traumi iniziali.

Il nuovo videogioco di Ian Bell si presenta in maniera piuttosto, particolare. Il primo impatto non è esattamente dei migliori, il menù appare estremamente grezzo e la presentazione sa di “minimalismo”. Ad annichilire questa aurea di essere un buon prodotto di ingresso per quei giocatori meno smaliziati, è la più completa e assenza di tutorial e spiegazioni annesse per le varie calibrazioni della vettura. Sebbene si possa prendere dimestichezza grazie alla presenza del single player, che si suddivide in due modalità: la classica Weekend di gara, dove disputare prove libere, qualifiche e gara con la possibilità di poter personalizzare una serie di parametri, oppure la Carriera, dove creare una propria scuderia e affrontare svariati eventi senza farla andare in bancarotta.

Nello specifico, all’interno della modalità Weekend di gara, si possono personalizzare tutti quei parametri che vanno dalle condizioni metereologiche fino al numero degli avversari, dove è possibile modificare il numero dei piloti per ogni categoria che si decide di aggiungere. Poi ci sarebbe la modalità Carriera, dove si può creare una propria scuderia. Lo scopo è quello di partire con un budget definito, delineare la propria linea di condotta per acquisire un maggior compenso al termine di una gara. Ovviamente si deve anche acquistare una vettura e iscriversi a un torneo, il quale prevede un investimento iniziale. Per evitare la bancarotta, si deve anche evitare di danneggiare la vettura, dal momento che ripararla ha un suo costo.

Poi ci sarebbe il Multiplayer, considerabile la modalità di punta di Project Motor Racing. Premessa: qui mi sento costretto di optare per un stile teorico, in quanto il videogioco non sta riscuotendo un buon successo. All’interno del multiplayer, sono presenti tre differenti modalità: Classificata, Lobby Personalizzata e Social. Per accedere alla modalità principale, ovvero Classificata, si deve completare la “Prova patente di Project Motor Racing”: un sistema che permette di inserire i giocatori in una sorta di graduatoria, prima di lanciarli nella competizione. Social ha un approccio molto simile a quello della Classificata, infatti per partecipare alle sessioni occorre registrarsi, ma non vi è l’obbligo di conseguire la Patente di Project Motor Racing. Invece, Lobby Personalizzata, non ha bisogno di particolari presentazioni, dà la possibilità di creare un server nel quale personalizzare i medesimi parametri presenti nel Weekend di gara.

Rimanendo nel ramo della “prima impressione”, sono presenti 70 vetture, suddivise nelle varie categorie del motorsport, e sì manca la Ferrari. Passando dalle classiche GT3 fino alle GTO, 964 Trophy e via discorrendo. Mentre di tracciati se ne contano soltanto 18.

Potrei continuare a ribadire aspetti che già su Q-Gin sono stati trattati durante la campagna pubblicitaria del titolo, come la presenza del meteo variabile e della tecnologia True2Track, che conferisce un maggior realismo ai tracciati durante quelle fasi in cui la pista inizia a bagnarsi o ad asciugarsi. Però, se sulla carta appare come un prodotto dai molteplici aspetti interessanti, è giocandolo che si rivela essere mediocre, purtroppo.

Sulla carta ha tutto, ma nella pratica restituisce ben poco

Una volta avviata la prima gara, i problemi sono lampanti dai primissimi giri. L’intelligenza artificiale degli avversari manovrati dalla CPU, è semplicemente terribile, al punto da compromettere la corsa. Complice anche un sistema di penalità completamente da rivedere, per quanto pessimo. Questa combo di problemi è un vero e proprio deterrente per le partite in solitaria. In più occasioni mi sono ritrovato fuori pista tentando di attaccare gli avversari in curva, ma è come se per loro il giocatore non ci fosse. Come se non fosse abbastanza, appena fuori pista si ricevono le varie penalità che fanno perdere ulteriore tempo: non importa se la causa sia una vettura avversaria e non importa se si decelera.
Sono presenti altre bandiere, come la Blu dedicata ai piloti che stanno subendo un doppiaggio, ebbene anche in questo caso la gestione non è delle migliori. Giacché la bandiera viene esposta di settore in settore e per tanto non è chiaro quale pilota si debba fare passare, ammenoché non si butta un occhio sulla mini-mappa del circuito. E per inciso, il comportamento della AI che percorre il circuito come se si trovasse su un binario ignorando completamente i sorpassi che sta subendo, dispone dello stesso problema anche quando è soggetta a un doppiaggio di un altro pilota gestito dalla AI.

Se il single player è quasi ingiocabile, ci si butta sul multiplayer. Giusto? Ebbene non è esattamente così. Attualmente attraverso Steam si contano picchi di 460 giocatori circa, considerando che altri sono “spalmati” su Xbox e PlayStation, mentre su PC si sparpagliano tra Epic Games Store, il portale GIANTS Software e il citato Steam. Fatto sta, che le lobby dimostrano la presenza di pochissimi utenti. A peggiorare la situazione sono direttamente i server, soprattutto quelli dove è richiesta la registrazione: non si avvia nessuna partita a causa di problemi e/o errori. Mentre nelle lobby personalizzate si può riscontrare dell’instabilità o perfino del lag. // Nel_sito_ufficiale, il 25 novembre, è stato riportato “Stiamo lavorando per stabilizzare i nostri server online e rimarranno in manutenzione fino al completamento di questa operazione“, ma dubito che i server siano ancora in manutenzione dopo circa 3 giorni.

Insomma. Non ce n’è per nessuno. Il single player è costellato di problematiche che ne compromettono profondamente la giocabilità, mentre il multiplayer è come se non esistesse. Se si stesse parlando di un prodotto in Accesso Anticipato, venduto attorno ai 30-40€, sarebbe tutto estremamente comprensibile, che non significa giustificato. Invece, Project Motor Racing è stato lanciato sul mercato come un videogioco fatto e finito, all’esorbitante costo di 59,99€ per PC e 69,99€ su console.

Considerazioni

Project Motor Racing aveva tutte le carte in tavola per portare la simulazione a una platea più numerosa, approfittando di un lancio globale su tutte le piattaforme principali. Eppure ha fallito su tutta la linea. Da giocare, pad alla mano, non è affatto male. Il sistema di guida funziona anche con un controller. Le vetture hanno una buona qualità visiva e i circuiti, sebbene non siano generalmente fantastici, restituiscono un buonissima impressione in gara. Lo stesso dicasi per il clima dinamico, con la pista che si bagna e asciuga man mano.
I limiti però sono nella gestione dell’intelligenza artificiale e nella gestione delle penalità, che non permettono di giocare in maniera approfondita. Al punto che non mi è chiara nemmeno la gestione dei danni, che per quanto riguarda quelli estetici non sono lontanamente realistici e non riflettono minimamente le collisioni che avvengono in pista. Mentre il multiplayer è completamente inutile: mancano i giocatori e le partite classificate o social non vogliono saperne di partire. Potrei anche aprire una parentesi sull’ottimizzazione, che non appare proprio al meglio, ma alla luce di ciò la reputo il problema minore.

Non è questo il modo di rilasciare un prodotto a pagamento, posizionato in questa fascia, e fortunatamente lo studio ne pare consapevole. Spero di tornare a parlarne presto in maniera positiva, perché il potenziale c’è. Nel frattempo Straight4 Studios, nel server ufficiale Discord, ha dichiarato quanto segue:

Siamo consapevoli dell’urgenza della situazione e dei feedback che stiamo ricevendo dalla community.

Il nostro obiettivo principale è garantire che la patch risolva i problemi prioritari. Speriamo di poter fornire una stima dei tempi di rilascio della patch nel corso della giornata odierna o domani mattina.

Siamo consapevoli di non essere stati all’altezza. Stiamo lavorando senza sosta per rimediare.

// messaggio_Discord

Insomma, Project Motor Racing è un tripudio di problematiche che, se non sistemate in fretta, potrebbero decretarne la fine prematura. Attualmente, in queste condizioni, non posso consigliarne l’acquisto, ma tenterò di monitorare la situazione per tenervi aggiornati.

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