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Recensioni 08 OTTOBRE 2024 8 MIN LETTURA

Silent Hill 2 Remake non è all’altezza dell’originale – Recensione

Tra l’originale e il remake

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Silent Hill 2 Remake non è all’altezza dell’originale – Recensione

Salve giochi silentisti e silentiste.

Pochi giorni fa, per gentile concessione di Konami, mi è stato fornito il codice per giocare Silent Hill 2, il remake realizzato da Bloober Team. Dopo aver stressato fino alla noia tutta la redazione per avere l’opportunità di provarlo, data la mia grande passione per il nebbioso franchise creato dal leggendario e fu Team Silent, e dopo aver tentato di portare il vecchio gioco su // Twitchsenza finirlo (progetto sfumato a causa della rottura del mio computer, // ASUS, ci tengo a sottolinearlo), chi meglio di me poteva approcciarsi a questo remake?

Che dire? Dopo ben 15 ore e 24 minuti di gioco per arrivare a uno dei finali, posso affermare che questo remake mi ha lasciato… perplesso. Quello che mi sono trovato davanti è stato un continuo alternarsi di momenti belli e momenti meh, che in questo momento mi fanno domandare il motivo di certi cambiamenti nella storia; e non solo, anche il gameplay mi ha lasciato abbastanza poco convinto per certi aspetti. Ma per esprimere al meglio le mie sensazioni, andiamo con ordine partendo dalla trama.

Tra l’originale e il remake

La storia del secondo capitolo è ben nota ai giocatori di vecchia data e agli appassionati del franchise, ma per chi fosse nuovo al brand: in sintesi, James Sunderland, dopo la morte della sua amata moglie Mary, avvenuta tre anni prima, si reca nella cittadina di Silent Hill dopo aver ricevuto una lettera dalla stessa Mary, in cui gli chiede di raggiungerla nel loro posto speciale. James, con la speranza di intraprendere un infernale viaggio verso l’abisso, si dirige verso la sua amata.

Ovviamente ci sarebbe molto altro da dire, ma non mi addentro oltre per evitare spoiler. Detto questo, dovete sapere una cosa: il motivo per cui questo capitolo è rimasto nel cuore di molti giocatori, me compreso, è proprio la sua intricata trama. Tutto ciò che si vive, pad alla mano, ti fa affrontare un orrore che non è il classico horror con mostri alla Resident Evil (senza nulla togliere a quest’ultimo). No, l’orrore qui è di tipo psicologico e ciò che si vive nel secondo capitolo è profondamente umano, toccando tematiche pesanti che ti pongono di fronte a zone grigie e inquietanti. Ogni personaggio, ogni scena, ogni elemento serve a raccontare l’orrore di essere umani. Ora dovresti capire perché molti di noi [appassionati, n.d.r.] erano così preoccupati riguardo questo remake.

Ebbene, ora che ho finito il gioco posso riassumere il mio parere dicendo che è stato un continuo sali e scendi e, come già detto, non riesco a comprendere il motivo di certi cambiamenti. Sebbene la storia segua le orme dell’originale (d’altronde come potrebbe essere il contrario?), Bloober Team ha deciso di intraprendere strade diverse, cambiando prima di tutto il percorso degli eventi e riscrivendo gli atteggiamenti di alcuni personaggi, modificando completamente il loro senso di esistere nella storia. Qui la mia sorpresa nel leggere degli articoli che affermano quanto il remake sia estremamente fedele, quando in realtà è stata fatta un’operazione di riscrittura; tanto che quando i personaggi riprendono i dialoghi e gli atteggiamenti dal capitolo originale soprattutto nelle battute finali, non li ho trovati affatto consoni a ciò che viene raccontato.

Per dare un’idea, uno degli elementi più discussi che ha preoccupato i fan è stato il personaggio di Maria. In questo remake, rispetto all’originale da donna provocante e crudele, diventa più accomodante e amichevole. Il suo scopo originario, inclusa la sua sensualità che è qui molto più moderata (accidenti a loro), avevano un motivo di esistere ben preciso nell’economia della storia; invece, con questi cambiamenti, il suo ruolo non ha più senso.
In aggiunta alle diverse scene che non apportano nulla di nuovo alla storia, c’è un aspetto davvero snervante: l’interpretazione sottotono, quasi scadente, dei doppiatori. Per l’appunto quando vengono messi in scena i momenti più iconici della serie si perde molto del pathos, tra tutti la performance della doppiatrice del personaggio di Angela (dio mio la doppiatrice di Angela!).

Insomma, se paragonato all’originale, trovo più difetti che pregi. Tuttavia, se facessi finta di non aver mai giocato l’originale (operazione che ho effettuato di tanto in tanto), potrei dire che di per sé, la scrittura e la messa in scena, non sono male. Comprendendo anche il motivo per il quale a molta gente stia piacendo così tanto.
Aprendo una parentesi, questo mi fa pensare che Konami avrebbe dovuto dare a Bloober Team un nuovo capitolo della saga invece di ritoccare il secondo, che come dice il mio collega e il capoccione del sito Zetta, giustamente, il vecchio Silent Hill 2 è un mostro sacro difficile da ritoccare. Quindi mi trovo a sperare vivamente che creino un loro Silent Hill, liberi da eventuali paragoni e con maggiore libertà creativa, per dare vita a qualcosa di nuovo e originale per il franchise.

Un gameplay poco soddisfacente e forse troppo vicino al diretto “competitor storico”

Parlando del gameplay, anche qui posso dirvi che è stato un continuo sali e scendi.

Ho trovato davvero molto frustrante il sistema di combattimento e veramente scomodo il gunplay (pad alla mano). Inoltre, il corpo a corpo non è sempre preciso nel colpire i nemici, e l’aspetto che me l’ha fatto veramente più pesare è l’aver puntato ed enfatizzato proprio i combattimenti, forse per rincorrere il remake di Resident Evil, conferendo all’esperienza un po’ più di azione. Infatti, nella maggior parte delle situazioni al chiuso, spesso e volentieri ho preso delle sonore mazzate dai nemici nel tentativo di fuggire, complice anche James che corre come se avesse le gambe di legno.
Tanto per rimarcare la “familiarità” coi recenti Resident Evil, mi è capitato più volte di combattere contro un considerevole numero di nemici, rendendo alcune sezioni davvero odiose. Soprattutto in un certo punto narrativo, dove ho dovuto affrontare un combattimento dietro l’altro facendomi imprecare più del dovuto.

Un altro aspetto che mi ha dato fastidio di cui ignoro completamente la ragione, Bloober Team ha deciso di allungare certe sezioni di gioco: dalla durata di 8 ore circa dell’originale alle ben 15 con questo remake. Personalmente parlando, non ritengo queste aggiunte così necessarie, anzi mi hanno dato l’impressione che Bloober Team abbia voluto allungare il brodo.

Dalle mie parole sembrerebbe che sia tutto da buttare, giusto ? In realtà no.
Se da un lato il sistema di combattimento non mi ha per nulla convinto, quando ci si immerge nell’esplorazione degli ambienti emerge in tutto il suo splendore. Gli ambienti di gioco e la stessa Silent Hill, con la sua iconica nebbia, sono un piacere da esplorare, complice anche un sound design pazzesco. Rumori, lamenti e scricchiolii mi hanno dato la costante sensazione che qualcosa mi stesse osservando e seguendo nel buio e nella nebbia. Bloober Team è riuscito a ricreare molto bene le atmosfere della saga, grazie anche ai riarrangiamenti delle musiche fatte dallo stesso Akira Yamaoka, che sono davvero un piacere da ascoltare in questa nuova veste.

Un altro elemento che ho trovato davvero ottimo è stato, grazie anche ai recenti hardware ben più potenti rispetto a Playstation 2, le nuove animazioni delle creature. In questo remake sono riusciti a rendere bene i loro movimenti e il loro comportamento, aggiungendo animazioni che rendono i mostri ancora più inquietanti e meglio caratterizzati. Vedere i manichini muoversi come ragni o nascondersi per tendere agguati è davvero affascinante, così come i contorcimenti delle Lyng Figure, o i convulsi e aggressivi movimenti delle Infermiere. Ho anche ampiamente apprezzato la reintepretazione degli enigmi, che ho trovato molto intuitivi e divertenti da risolvere rispetto all’originale (per quanto mi riguarda, in questo caso si può davvero parlare di miglioramento!). Altra cosa che mi è piaciuta è la reinterpretazione di alcuni boss, che in questo remake mi ha ricordato un po i Souls, sono stati suddivisi in più fasi. Anche se, a tal proposito, due boss non mi hanno convinto del tutto, mentre per gli altri ho trovato che fosse un’ottima scelta per modernizzarli, anzi hanno saputo creare delle ottime sequenze e scontri.

Siamo giunti al termine

In conclusione, cosa dire di questo Silent Hill 2 Remake? Personalmente, come spero si possa evincere da quello che ho scritto, sono molto combattuto su questo remake. Ci sono state cose che ho trovato davvero brillanti (l’esplorazione, i boss, gli enigmi), ma comincia a scricchiolare nel momento in cui penso alla trama. Da un lato, ho trovato stravolgimenti che mi hanno fatto storcere il naso per il modo col quale hanno riscritto la storia, modificando i significati dell’originale; dall’altro lato, però, non mi sento di dire che sia tutto da da buttare, penso che sia una buona scrittura, ma qui parliamo di Silent Hill 2 e questo porta ad un problema. Purtroppo, si trova a doversi confrontare con un titolo che ancora oggi è importante per molti giocatori, incluso me.

Come già accennato, sono fermamente convinto che Konami avrebbe dovuto commissionare a Bloober Team (e spero che ciò accada) l’opportunità di creare qualcosa di nuovo all’interno del franchise di Silent Hill.

Questo Silent Hill 2 è un gioco buono, certo, ma non un titolo per cui sento di dovermi strappare le vesti o per cui chiedere scusa.

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