Star Wars Jedi: Surivor, la recensione di un meraviglioso disastro
Un po' geek e un po' nerd. Mi dedico ai videogioco, ma ho un'occhio di riguardo per il mondo della tecnologia. Tra Star Trek e Star Wars vi dico Battlestar Galactica.
Star Wars Jedi: Surivor, la recensione di un meraviglioso disastro
Dopo 4 anni dall’uscita di Star Wars Jedi: Fallen Order, Respawn Entertainment non ha fatto attendere molto i fan nel tornare a vestire i panni del Jedi Cal Kestis. Preceduto da un vero e proprio successo inaspettato, per Star Wars Jedi: Survivor si è creata una certa attesa accompagnata da un’aspettativa decisamente elevata.
Survivor mantiene la direzione intrapresa col suo predecessore in ogni senso, senza stravolgere nulla di quanto si è giocato nel (o dal) novembre del 2019. Stig Asmussen assieme al suo team sono riusciti in pieno nel espandere e migliorare le varie meccaniche che lo costituivano, ma non tutto è oro e l’esperienza finale su PC si è dimostrata a dir poco frustrante per i motivi più sbagliati. Quegli stessi motivi che mi han fatto pensare che forse avremmo potuto attendere tranquillamente del altro tempo.
“Un agognato posto sicuro”
Sono trascorsi 5 anni dagli avvenimenti di Fallen Order e Cal continua a lottare contro l’avanzata del Impero con un nuovo gruppo, mentre Cere, Merrin e Greeze hanno intrapreso strade differenti. È durante l’attacco contro un senatore imperiale, dove Cal rivede una vecchia (non gradita) conoscenza, che tutto va storto e la Mantis ne esce decisamente danneggiata, ritrovandosi costretto a dover raggiungere il suo ex-compagno Greeze per farla riparare, sul remoto pianeta Koboh. Un po’ per caso, Cal viene messo sulla via che lo porta sulle orme di una Jedi della Alta Repubblica, la quale a conoscenza di un pianeta celato nel Abisso, che potrebbe fungere da nascondiglio per un nuovo ordine Jedi e per chi cerca un rifugio dal Impero, ma raggiungerlo non è cosa facile, diversi sono caduti nel tentativo, e Cal dovrà trovare un modo per comprendere come raggiungerlo in sicurezza. In questo viaggio, saranno molte le sfide che dovrà affrontare, prima fra tutte la sua insicurezza.

L’espediente narrativo che avvia questa nuova avventura è semplice, ma estremamente funzionale e finalmente la Alta Repubblica fa il suo esordio nei videogiochi, e lo fa partendo proprio dal evento catastrofico protagonista del romanzo La luce dei Jedi. Lo svolgimento è abbastanza prevedibile, ma non mancano alcuni colpi di scena ben concepiti, in grado di regalare un buon mix di emozioni.
Sebbene non necessario ai fini della fruizione di Jedi: Survivor, consiglio comunque la // lettura_di La_luce_dei_Jedi per_una_maggior_immersione, cercando di passar sopra alla mole di errori ortografici, inoltre la versione digitale è inclusa nel piano di Amazon Prime scaricabile dall’applicazione Kindle dal eReader di Amazon.
Respawn Entertainment continua a migliorarsi
Ho spesso definito Fallen Order come un prodotto veramente ottimo, ma grezzo. Con Survivor, Stig Asmussen ed il suo team, sono riusciti a migliorarsi, proponendo un miglior bilanciamento generale ed un sistema di combattimento più vario ed impegnativo, aumentando e non di poco l’importanza nel effettuare la parata al momento giusto, continuando a rimanere un prodotto fruibile anche dai meno avvezzi al action grazie all’ancor presente selettore della difficoltà.
Fin da subito, accedendo al relativo menù delle abilità, si percepisce quanto il videogioco si possa piegare all’esigenze del giocatore. A differenza del suo predecessore, in questo caso si ha disposizione un’ottima varietà di abilità con la Forza e di Stili con l’armamentario, difatti oltre alle classiche spada laser, la doppia lama e le due spade, sono state aggiunte altre due tipologie di “armi”. Nessuna di queste è risultata particolarmente sbilanciata e questo offre l’opportunità di potersi concentrare esclusivamente su due di esse.

In Survivor anche il buon BD-1 assume un ruolo più attivo in alcune circostanze. Arrivati ad un certo punto, narrativamente parlando, si sbloccherà una particolare abilità che consentirà al piccolo droide di riprogrammare i droidi nemici, un po’ come quando si utilizza la Forza per soggiogare la mente degli avversari umanoidi. Rimanendo in tema nemici, agli imperiali già visti in Fallen Order, si uniscono anche i Predoni del Caos disseminati su Koboh e svariati mini-boss di vario tipo pronti a tendere agguati durante le esplorazioni.
Di conseguenza anche il sistema di combattimento risulta essere più interessante, nel cercare il mix di stili e di abilità da sfruttare contro la fauna di Koboh oppure contro i vari nemici che s’incontreranno sulla propria strada.
Anche il sistema di esplorazione ha ricevuto i suoi miglioramenti. La formula alla sua base è pressoché identica a Fallen Order, quindi si ritroveranno ancora pareti da scalare, corse sui muri, funi da utilizzare per superare voragini e simili, ma fanno il loro debutto l’immancabile rampino e, su Koboh e Jedah, le cavalcature, che offrono la possibilità di esplorare e coprire più velocemente le ampie distese presenti sui due pianeti. E con delle zone più vaste messe a disposizione dei giocatori, han fatto capolino anche le missioni secondarie, affidate dai clienti del saloon di Greeze, che sfortunatamente non spiccano particolarmente per qualità narrativa e varietà.
Un porting a dir poco scadente
Se n’è parlato in ogni dove, il porting della versione PC è semplicemente un disastro, sia prima che dopo la patch 3.5 rilasciata pochi giorni fa. Al lancio il videogioco soffriva di costanti problemi relativi alle prestazioni, con un framerate incredibilmente instabile e importanti fenomeni di stuttering. La situazione è migliorata un poco dopo il rilascio della patch 3.5, ma permangono tutti i problemi, sebbene circoscritti a determinate zone, come spazi aperti ed alcune più specifiche, senza alcuna particolare ragione. Nelle mie sessioni è capitato spesso che, passando da una stanza all’altra, ho riscontrato importanti crolli passando da 50/60FPS a 20/25.
Inoltre, ai problemi prestazionali, va detto che al lancio era attiva la risoluzione dinamica di default che andava ad impostare il render fino al 50% rispetto alla risoluzione nativa desiderata, in aggiunta a ciò, ancora adesso, non si ha la possibilità di gestire alcune impostazioni, come ad esempio l’antialiasing o il framerate, costringendo i giocatori ad agire mediante software alternativi come RivaTuner. È anche impossibile accedere ai file di configurazione .ini per agire manualmente, difatti alcuni utenti stanno ricorrendo ad una mod presente sul portale Nexusmod.

Visivamente Survivor sembrerebbe un passo avanti di tutto rispetto, ma i problemi presenti su PC si dimostrano essere un’importante spina nel fianco, che si presenta anche durante le sequenze cinematografiche, con importanti stuttering pronti a demolire l’esperienza data dalla narrazione fortemente cinematografica.
“Si aspetta”
La mia esperienza con Star Wars jedi: Survivor si è conclusa con un grosso senso di insoddisfazione. Il videogioco in sé è dannatamente divertente da giocare, col suo sistema di combattimento drasticamente migliorato rispetto a Fallen Order, che mi ha portato a giocarlo per 25 ore, vagando principalmente per Koboh cercando nuovi componenti per personalizzare a mio piacimento la spada laser, ma anche per completare le missioni secondarie ed affrontare i vari mini-boss disseminati qui e là. Cal Kestis si dimostra essere un ottimo personaggio in una costante crescita, pieno di conflitti interiori avvertendo che sulle proprie spalle grava il destino della Galassia così come quello dei suoi compagni di viaggio, ognuno con delle proprie motivazioni per affrontare il proprio destino. In tutto questo, non posso non ammettere che mi abbia fatto estremo piacere il vedere l’integrazione a tutti gli effetti della Alta Repubblica, con personaggi che funzionano e che si sono dimostrati più interessanti del previsto.
Però Survivor è stato un videogioco frustrante da giocare, sia nei combattimenti che nell’esplorazione di alcune zone, per non parlare delle sequenze cinematografiche compromesse dalla scadente ottimizzazione. Dunque, nonostante quanto espresso, non posso far altro che…
// Consigliarlo_con_estrema_riserva,_in_attesa_di_nuove_patch
Pregi
- Sistema di combattimento ben perfezionato
- L’esplorazione risulta essere più divertente rispetto al suo predecessore
- Alcuni boss risultano più impegnativi di altri
- Atmosfera dannatamente Star Warsiana
Difetti
- La scarsa ottimizzazione danneggia gravemente l’esperienza di gioco, sovrastando qualsiasi altro difetto