Trump salva i videogiochi. Nuovo decreto USA obbliga Mastercard e Visa a riaprire le porte a Steam e Itch
Un po' geek e un po' nerd. Mi dedico ai videogioco, ma ho un'occhio di riguardo per il mondo della tecnologia. Tra Star Trek e Star Wars vi dico Battlestar Galactica.
Trump salva i videogiochi. Nuovo decreto USA obbliga Mastercard e Visa a riaprire le porte a Steam e Itch
Il presidente degli Stati Uniti d’America ha recentemente firmato un decreto esecutivo, obbligando Mastercard e Visa a fare marcia indietro sulle recenti azioni che hanno causato la rimozione e la censura di migliaia di videogiochi da Steam e Itch.
L’emendamento è una risposta all’iniziativa nata dal ex-presidente Barak Obama, denominata “Operation Choke Point”, e successivamente rivista da Joe Biden, il precedente presidente americano, con una versione 2.0. Lo scopo originario, era quello di tagliare l’accesso in settori ritenuti ad alto rischio. // Nel_comunicato_del_2014, si legge “le autorità di regolamentazione bancaria hanno etichettato un’ampia gamma di commercianti legali come ‘ad alto rischio’, tra cui commercianti di monete (bitcoin, n.d.a.), venditori di armi da fuoco e munizioni e prestiti a breve termine“. Nel documento condiviso all’interno del comunicato, tra le categorie di commercio ad alto rischio, ovviamente, figura anche la pornografia.
È abbastanza scontato ritenere responsabile della censura la Operation Choke Point, in quanto, stando alle precedenti dichiarazioni di Valve // condivise_su_Kotaku, Mastercard non ha fatto pressioni dirette a Steam ma agli elaboratori di pagamenti e intermediari bancari.
In sostanza, sebbene l’emendamento firmato da Trump colpisca tutta l’iniziativa Operation Choke Point, Visa e Mastercard saranno presto obbligate a fare marcia indietro sui recenti provvedimenti che hanno colpito Steam e Itch. Questo per quanto riguarda il mercato Statunitense. Il mercato Europeo è tutta un’altra storia, sebbene sia improbabile che i gestori di pagamento adottino regole differente in base al continente. Soprattutto se a mettere in discussione il loro operato è una nazione come quella degli Stati Uniti.
Fonte | // WhiteHouse.gov | // Eneba