// Q-GIN 6.00
--:--:-- | 11.AGO.2026
Notizie 16 LUGLIO 2025 6 MIN LETTURA

Copyright videogiochi e ROM: cosa rischi in Italia secondo la legge

Cosa dice la legge sul tema del copyright e della pirateria?

Redattore per Q-Gin. Clicca su '// TUTTI_GLI_ARTICOLI' per esplorare le altre pubblicazioni scritte da // andrew.

// NESSUN_LINK_SOCIAL
// TUTTI_GLI_ARTICOLI
Copyright videogiochi e ROM cosa rischi in Italia secondo la legge
// Q-GIN Copyright-videogiochi-e-ROM-cosa-rischi-in-Italia-secondo-la-legge-1
// SCHEDA_GIOCO

Copyright videogiochi e ROM: cosa rischi in Italia secondo la legge

Il caso di Once Were Nerd [// La_Finanza_sta_provando_a_chiudere_tutti_i_social_di_un_Noto_Youtuber_di_Retroconsole], denunciato per violazione del copyright, e del quale sono personalmente dispiaciuto, mi ha spinto a scrivere, nonostante non sia un avvocato o uno studioso di legge, un articolo in cui cerco di spiegare meglio la normativa sul copyright nel nostro ordinamento. Molte persone, soprattutto i più giovani che usano queste console con ROM al loro interno, potrebbero provare un momento di incertezza; in questo caso, ragazzi e ragazze, non fatevi prendere dal panico, ma informatevi al meglio. Spero che questo mio piccolo articolo possa esservi d’aiuto.

La legge originale, del 22 aprile 1941, è stata aggiornata nel corso degli anni adattandosi a poco a poco all’era contemporanea. Considerando quanto accaduto a Once Were Nerd, voglio provare a fare chiarezza su quanto dice la legge in questo caso, utilizzando come fonte il portale Brocardi [// fonte]:

  • Art. 171-ter (legge sulla protezione del diritto d’autore)
    • È punito, se il fatto è commesso per uso non personale, con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da cinque a trenta milioni di lire chiunque a fini di lucro:
      • a) abusivamente duplica, riproduce, trasmette o diffonde in pubblico con qualsiasi procedimento, in tutto o in parte, un’opera dell’ingegno destinata al circuito […] supporti analoghi ovvero ogni altro supporto contenente fonogrammi o videogrammi di opere […];
      • b) abusivamente riproduce, trasmette o diffonde in pubblico, con qualsiasi procedimento, opere o parti di opere […] multimediali, anche se inserite in opere collettive o composite o banche dati;
      • c) pur non avendo concorso alla duplicazione o riproduzione, introduce nel territorio dello Stato, detiene per la vendita o la distribuzione, distribuisce, pone in commercio, concede in noleggio o comunque cede a qualsiasi titolo, proietta in pubblico, trasmette a mezzo della televisione con qualsiasi procedimento, trasmette a mezzo della radio, fa ascoltare in pubblico le duplicazioni o riproduzioni abusive di cui alle lettere a) e b).
      • d) detiene per la vendita o la distribuzione, pone in commercio, vende, noleggia, cede a qualsiasi titolo, proietta in pubblico, trasmette a mezzo […] con qualsiasi procedimento […] qualsiasi supporto contenente fonogrammi o videogrammi di opere […], od altro supporto per il quale è prescritta l’apposizione di contrassegno ai sensi della presente legge, privi del contrassegno medesimo o dotati di contrassegno contraffatto o alterato;
      • […]
    • La legge contiene altri dettagli, in alcuni casi ridondanti, per approfondire // vi_rimando_nuovamente_al_sito_Brocardi.

Il retrogame “casalingo” non è un reato, ma occhio alle multe

Dal mio punto di vista, la legge è abbastanza chiara così com’è scritta. Credetemi, avendo letto diverse leggi di diritto amministrativo e pubblico per concorsi, questa è forse una delle più comprensibili. Ma come si traduce questa norma in un problema concreto, nel caso dei videogiochi o di chi detiene ROM?

Dunque se usate queste ROM a livello personale, senza alcuno scopo di lucro e non le diffondete tramite un’ampia piattaforma/rete (sia essa un sito di ROM, un forum, una pagina Facebook o altro), di base non costituisce un reato, poiché sono solo per uso e consumo personale. Viceversa, se intendete lucrare su un prodotto registrato come proprietà intellettuale di un’azienda o lo diffondete rapidamente e in modo massivo senza aver pagato la licenza e senza averne il diritto, a quel punto scattano le dovute perquisizioni e sanzioni penali.

Va però aggiunto un aspetto: anche se utilizzaste una ROM o guardaste un film sotto marchio, registrato solo per vostro conto, avendolo scaricato da un sito illegale, questo non vi renderebbe immuni da una possibile multa (sansione amministrativa) da parte degli enti di controllo [// fonte], come dimostra il caso mediatico “pezzotto” [// fonte]. Chiaramente non finireste in carcere, per fortuna, a meno ché non abbiate trasgredito la legge come vi ho spiegato prima; tuttavia, come si suol dire, per stare più tranquilli è sempre consigliabile pagare la licenza all’azienda (soldi permettendo) che detiene i diritti di quel prodotto di vostro interesse, anche nel caso in cui vogliate fare carriera tramite YouTube o Twitch. Insomma, è sempre meglio rispettare le leggi che aggirarle.

Rubo questo spazio ad Andrea per sostenere la sua tesi. Non sempre è possibile ricorrere alle vie lecite nell’acquisto di videogiochi che non sono più in commercio, ma esistono realtà come GOG che permettono di recuperare perle del passato, patchate per girare su hardware recenti. Discorso più complesso è quello degli abandonware [// Quella_grigia_pirateria_videoludica,_che_sfocia_nel_abandonware], dove le licenze si scontrano col diritto d’autore e l’utente finale si trova dinanzi ad un bivio di incertezza.

Luca

Dando però un mio parere personale sulla vicenda, ho sempre trovato la questione del copyright molto complicata e a volte un po sbilanciata. Avendo a che fare con YouTube da un po’ di tempo, sia per Q-Gin sia per miei progetti personali, e dovendo utilizzare molta musica e immagini di prodotti protetti da marchio registrato, posso dire che a volte questo eccessivo protezionismo da parte delle multinazionali mi sembra estremamente esagerato. Non che non sia d’accordo con il fatto che, avendo investito molti soldi, sia giusto tutelarsi da chi cerca di rubare il lavoro altrui, però anche qui la questione della proprietà intellettuale è complessa: chi ha realmente diritto sulle opere multimediali o cartacee? Il creatore o l’azienda che ha investito per divulgarle? D’altronde American McGee non ha potuto creare Alice Asylum proprio perché i diritti della sua creazione sono in mano ad Electronic Arts [// EA_ha_piazzato_un_no_ad_Alice:_Asylum].

Penso che, in molte occasioni, bisognerebbe giudicare caso per caso, perché spesso da questi prodotti sotto copyright nascono cose bellissime create dai fan stessi, che continuano genuinamente a far vivere tali opere. Un esempio noto è Dragon Ball Z Abridged, una parodia della serie animata creata dal Team 4 Star, che però è stata costretta a interrompere la saga dalla stessa azienda proprietaria per questioni di copyright, anche se alcuni progetti sono proseguiti sotto altre forme.

Parlando di videogiochi, spesso ci troviamo davanti a prodotti abbandonati o dimenticati dalle stesse aziende titolari dei diritti (ed è per questo che nascono, ad esempio, iniziative appassionate come: // Stop_Killing_Games:_deterrente_contro_la_rimozione_dai_store). Per amore del medium, a volte si ricorre a forme molto controverse come le ROM o la pirateria.

Insomma, penso che questo evento possa essere un’occasione per discutere in Italia di queste situazioni, approfondendo quando la legge deve effettivamente perseguire comportamenti illegali e quando invece si tratta solo di pura passione. Io ho detto la mia; lascio la palla a chi vorrà discuterne.

Al prossimo articolo.

// CONDIVIDI_ARTICOLO
// UNISCITI_ALLA_COMMUNITY

Ti è piaciuto questo articolo?

Non perderti i nostri prossimi contenuti. Unisciti al nostro canale Telegram o seguici sui social per restare sempre aggiornato!