FFXIV, aggiornamento 7.3: Calyx domina Alexandria ma il gioco perde ritmo
Il Terrore di Calyx su Alexandria
Un po' geek e un po' nerd. Mi dedico ai videogioco, ma ho un'occhio di riguardo per il mondo della tecnologia. Tra Star Trek e Star Wars vi dico Battlestar Galactica.
FFXIV, aggiornamento 7.3: Calyx domina Alexandria ma il gioco perde ritmo
Finalmente posso scrivere due righe sul recente aggiornamento 7.3 di Final Fantasy XIV, dal nome The Promise Tomorrow. Ci ho messo un po’ a causa di diversi fattori, come alcuni problemi all’interno del server nostrano (Chaos, Ragnarok) e altri della vita reale (tra malfunzionamenti della linea e della rete elettrica). Nel bene o nel male sono riuscito a completare parte dei contenuti, anche il recente raid alliance San d’Oria: The Second Walk, che non voleva saperne di partire!
Con Seekers of Eternity, il precedente aggiornamento // protagonista_di_quest’altro_articolo, era maturato in me il presentimento che la situazione per Dawntrail stesse migliorando. Purtroppo mi sbagliavo. The Promise Tomorrow non ha “mantenuto” la promossa di un domani migliore, finendo per commettere degli errori estremamente simili a quelli visti durante l’espansione Dawntrail. Nonostante il contenuto narrativo principale della patch non duri moltissimo (come è sempre stato), giocandolo ho avvertito come la sensazione di averci giocato decine e decine di ore. Complice una pessima gestione dei tempi narrativi e ludici.
Il Terrore di Calyx su Alexandria


La narrativa di Final Fantasy XIV The Promise Tomorrow prosegue dalla conclusione della scorsa patch, la 7.2 titolata Seekers of Eternity. Calyx ormai detiene il controllo della Guardia cittadina di Alexandria. Ora divenuta strumento di oppressione, Calyx la sfrutta per rubare la Aether degli abitanti della città. Nel frattempo, spinge parte della popolazione a richiedere i nuovi dispositivi per divenire immortali facendo leva sulla paura della morte insita nei loro animi, impiegando del vero e proprio terrorismo psicologico. Come? Si potrebbe dire tramite la filosofia memento mori.
Col terrore crescente nella popolazione, i protagonisti assieme al Warrior of Light, sono ancora più determinati dallo scovare Calyx, così da impedire la realizzazione dei suoi piani.
Non decolla, purtroppo
The Promise Tomorrow risulta piuttosto pesante da giocare, a causa di un ritmo estremamente lento nel progredire con la narrazione. La percezione di star giocando a una visual novel viene amplificata dall’assenza di momenti concitati e la quasi totale assenza di combattimenti non aiuta ad alleviare la pesantezza generale. L’arco narrativo di Dawntrail si conclude proprio come s’è conclusa l’espansione: in uno stato di… dissenso. Sebbene la storia sembrava riacquisire un certo spessore, anche narrativo con l’aggiornamento Seekers of Eternity, The Promise Tomorrow ricade malamente sulle problematiche dell’espansione, cucendo un’esperienza ludica condita di numerose e interminabili chiacchiere (a parer mio, per nulla intrattenenti).
Considerando anche il ruolo di chiusura, questo aggiornamento finisce per essere un’amara delusione.


Neanche il dungeon, The Meso Terminal, e la trial, The Ageless Necropolis, sono riusciti a risollevare l’entusiasmo o la voglia di continuare a giocare. Sì, sono un poco interessanti, ma la noia frutto principalmente dalla narrativa, ha fatto sì che risultassero due esperienza estremamente difficili da mandar giù.
Neanche la seconda parte del filone narrativo Echoes of Vana’diel, con Sareel Ja pronto a tutto per portare sul trono di Tuliyollal “un vero sovrano“, riesce ad alleviare questa delusione. Il raid alliance San d’Oria: The Second Walk è un tripudio di effetti visivi tremendamente fastidiosi e, proprio come The Meso Terminal, finisce per essere abbastanza dimenticabile. Al punto che, dopo nemmno un giorno, già faticava a partire.
Considerazioni
Square Enix e Final Fantasy XIV stanno affrontando un periodo di crisi. Questo è chiaro a tutti. La divisione Creative Studio III deve riuscire a far ripartire questo MMORPG dopo il glorioso atto finale raccontato con l’espansione Endwalker. Ovviamente non è una cosa semplice, se si considerano i picchi narrativi estremamente elevati e i personaggi carismatici presenti. Purtroppo Wuk Lamat, ritenuta da molti “la vera protagonista” di Dawntrail non ha minimamente aiutato, complici anche i suoi interminabili dialoghi e uno screentime ritenuto “illegale”. A ciò si aggiunge una narrativa poco accattivante, che ha accompagnato l’intera community per più di un anno. Con sequenze intente a raccontare e presentare nuovi personaggi e culture. Fattori che non hanno minimamente ripagato.
Con Seekers of Eternity sembrava che Dawntrail si stesse riprendendo, invece The Promise Tomorrow ha finito per mancare completamente il bersaglio. È giunta l’ora che la Creative Studio III e Naoki Yoshida si lascino alle spalle questo disastro e si concentrino a sfornare qualcosa di realmente accattivante per il prossimo corso narrativo.