// Q-GIN 6.00
--:--:-- | 11.AGO.2026
Notizie 05 SETTEMBRE 2022 6 MIN LETTURA

The Last of Us Parte 1: prezzo esorbitante (fuori di testa), “ora basta però”

Nell'internet si stanno affrontando due fazioni: chi "protegge" The Last of Us Parte 1 dal prezzo esorbitante e chi invece vi si scaglia contro...

Un po' geek e un po' nerd. Mi dedico ai videogioco, ma ho un'occhio di riguardo per il mondo della tecnologia. Tra Star Trek e Star Wars vi dico Battlestar Galactica.

the last of us parte 1 logo
// Q-GIN the-last-of-us-parte-1-1
// SCHEDA_GIOCO

The Last of Us Parte 1: prezzo esorbitante (fuori di testa), “ora basta però”

Post su post stanno tempestando la rete, con tanto di supporto da parte della stampa specializzata ed affini, con articoli alla // “The_Last_of_Us_Parte_1,_l’abbiamo_capito_che_non_li_volete_pagare_80€_per_il_remake,_ora_basta_però”_di_Multiplayer.it, e visto che anche questa volta si è persa la possibilità di far sentire “la voce del popolo” alle multinazionali che fanno il bello ed il cattivo tempo, è giunto il momento di buttare giù due righe sulla situazione che gravita attorno a The Last of Us Parte 1, prendendo in esame soltanto due esempi di “difensori”.

Attualmente nei social, e mi riferisco allo scenario nostrano, si stanno affrontando due fazioni: la prima è quella pronta a difendere The Last of Us come se fosse un essere vivente, armata di spada e scudo con al proprio fianco “eroi” che figurano un po’ come un Gandalf pronto a soccorrere i propri compagni in stile la battaglia al Fosso di Helm, e la seconda che invece tende a criticare la natura ed il prezzo di questo remake – e mi spiace, niente esempi epici per noi poveri stolti ignoranti.

Non mancano osservazioni di stampo classico “Se non vi piace, non acquistatelo”, come se c’entrasse un qualcosa con la critica nei confronti di questo “remake” che definisco pressapochistico.

La critica ai critici

Come citato ad inizio articolo, tra i “difensori” figurano Multiplayer.it con un pezzo a cura di Simone Tagliaferri, che a discapito di quanto possa sembrare dal titolo, l’articolo prende di mira quell’utenza che negli ultimi giorni ha criticato le recensioni di The Last of Us Parte 1, accusando i recensori di non aver portato alla luce la questione prezzo in relazione al remake in sé, affermando “non si può pretendere che una recensione, ossia un pezzo essenzialmente critico, sia incentrata sul prezzo eccessivo o su considerazioni che rientrano in questioni strettamente personali” aggiungendo “continuare a ridurre tutto a ‘costa troppo’ ci sembra davvero orribile, perché va a sminuire il medium videoludico nel suo complesso”. Insomma, il ragionamento espresso da Tagliaferri lo trovo personalmente condivisibile, nel momento in cui lo va ad inserire in un contesto più critico, ma è anche vero che per quanto si possa sminuire il “medium videoludico” parlando di denaro, ci si riferisce comunque a dei beni non propriamente di natura economici, che vengono costantemente etichettati come indie (videogiochi indipendenti a basso budget), i AAA (videogiochi ad alto budget) ed i AA (quei videogiochi che si pongono tra gli indie ed i AAA), per non parlare dei nascenti AAAA come dovrebbe essere il prossimo Beyond, Good and Evil 2 di Ubisoft. Pertanto, va benissimo il non voler dedicargli una parentesi in una recensione, anche se i metri di paragone per poter affermare il valore o meno di questo remake ci sono tutti: Resident Evil 2 e Final Fantasy VII Remake (e la sua variante Intergrade).

Mentre Tagliaferri, col suo articolo in parte condivisibile, si scaglia contro un’utenza critica nei confronti dei critici – sì, mi piace come suona – c’è qualcun altro che si professa “stanco” di star leggendo critiche su critiche: Roberto Buffa, con un suo breve post all’interno del // gruppo_Facebook_dedicato_a_GameTime.
“Scorrendo il mio feed ma anche ‘avventurandomi’ su gruppi e pagine a tema leggo un accanimento senza precedenti nei confronti di The Last of Us Parte 1”, così esordisce colui che cura la Direzione Editoriale di GameTime, un po’ come se anni ed anni di articoli ed altrettanti post che non facevano altro che idolatrare The Last of Us potessero essere cancellati da circa 3 mesi di polemiche in relazione al prezzo – perché sì, // il_prezzo_è_stato_ufficializzato_il_giorno_dell’annuncio:_9_giugno_2022. Il post si conclude con la frase che tutti abbiamo letto in giro “Sei solo tu a decidere se quel prodotto valga o meno i soldi che costa. Ma puoi deciderlo per TE STESSO. Non per gli altri giocatori”, quando in realtà non v’è mai stata la pretesa di giudicare l’acquirente.

Giusto per ricordarvi che possiamo sempre portare un cambiamento

Io, che sto scrivendo questo pezzo, ho giocato The Last of Us su PlayStation 3 e PlayStation 4 grazie alla remastered, e probabilmente giocherò ‘sto “benedetto” remake su PC quando uscirà – ovviamente il prezzo sarà un fattore predominante sul quando ciò avverrà – dunque, non sono certo un “hater” a caso che si diletta nel demonizzare un prodotto perché sotto un marchio. Personalmente parlando, non mi accontento di un semplice cambio di motore grafico, modelli nuovi e dei piccoli miglioramenti di gameplay; quando un’azienda vuole “vendermi” un Remake, ciò che mi aspetto è un prodotto realizzato interamente da 0, che non mantenga le stesse identiche situazioni videoludiche riproposte 1:1, con gli stessi identici ambienti, stesse cinematiche e via dicendo.

Soprattutto dopo A Plague Tale: Innocence, vedere ancora Ellie soggetta alla stessa identica problematica della versione 2013 di The Last of Us, fa veramente male alla vista, ed è un grosso peccato che con questo remake si sia persa l’occasione di rendere più credibile quell’idea di doverla proteggere, così da dare maggior risalto a quella caratterizzazione che permea l’intera opera e che ne fa da perno centrale.

Vi invito a leggere // The_Last_of_Us_è_il_capolavoro,_che_non_piace_a_tutti_di_Giuseppe_(alias,_il_Boss_della_baracca).

Ciò che mi fa realmente infuriare di tutta questa situazione che s’è venuta a creare, è questa sorta di vittimismo da parte degli “acquirenti felici e sereni” che stanno vivendo le critiche mosse al videogioco sul personale, come se io ed altri, stessimo giudicando loro e non Sony.
Ciò che mi fa infuriare è che si sta chiudendo un occhio sul prezzo e sulla natura di questa operazione commerciale perché dietro c’è Sony, tutti noi sappiamo che se al suo posto ci fosse stata una Electronic Arts, questa sarebbe stata etichettata come “azienda vile ed affamata di denaro” mentre alcuni avrebbero avviato petizioni in rete.

Noi, agli occhi di Sony, di Electronic Arts, di Nintendo, Ubisoft, Activision Blizzard, Square Enix e via dicendo, non siamo appassionati. Siamo dei portafogli ambulanti, convinti di non poter far nulla per cambiare la situazione, ma gente! Non è così. Siamo riusciti a portare dei concreti miglioramenti, non ricordate i Pass Online, che avevano il compito di “annientare” il mercato dell’usato? Non ricordate il dilagarsi di quei DLC, per sbloccare contenuti già presenti su disco? Noi grazie ad internet possiamo farci sentire, siamo noi ad avere il coltello dalla parte del manico, perché senza di noi gli azionisti abbandonano la nave e ricordate questo, siamo sempre noi a dettare la legge del mercato facendo sì che Loro si adattino di conseguenza.

Se vuoi infuriarti anche tu, entra nella nostra community nel gruppo // Facebooko // Telegram

// CONDIVIDI_ARTICOLO
// UNISCITI_ALLA_COMMUNITY

Ti è piaciuto questo articolo?

Non perderti i nostri prossimi contenuti. Unisciti al nostro canale Telegram o seguici sui social per restare sempre aggiornato!